L’antico “tratturello” di Campo Imperatore

Il Comitato scientifico del Cai Abruzzo ha organizzato un convegno e un'escursione su un percorso usato un tempo per la transumanza, oggi diventato tappa del Sentiero Italia CAI

SiCai abruzzo transumanza

Un momento dell’escursione © Cai Abruzzo

Due iniziative per far conoscere lo storico entroterra aquilano delle “Terre della Baronia”, con la sua storia e le sue bellezze ambientali, storiche e culturali. Questo quanto organizzato in questo mese di agosto dal Comitato scientifico regionale del Cai Abruzzo, in particolare grazie all’impegno del suo presidente Gaetano Falcone e del componente Corrado Marsili, con la supervisione del presidente del Gruppo regionale Francesco Sulpizio

Sentiero Italia CAI e transumanza

Il convegno (intitolato “Sui percorsi delle greggi transumanti tra natura e cultura”) e l’escursione hanno avuto come denominatore comune il Sentiero Italia CAI, in particolare il tratto compreso tra i borghi di Ofena e di Castelvecchio Calvisio (dove si è tenuto il convegno), e la transumanza.

«Questo tratto ricalca infatti l’antico “tratturello” che da Campo Imperatore conduceva le greggi a confluire sul Tratturo Magno nella Valle del Tirino, e ne evidenzia le unicità culturali storiche, architettoniche, artistiche e naturalistiche», spiega Paolo Cucculelli, componente del Comitato direttivo regionale del Cai Abruzzo.

Spiegazioni sicai transumanza

Spiegazioni durante ik cammino

Il racconto dell’escursione

L’escursione del 21 agosto, organizzata su questo tratto, ha voluto far conoscere meglio i luoghi di cui si è parlato al convegno. Presenti i Soci provenienti dalle Sezioni Cai di L’Aquila, Ortona, Vallelonga-Coppo dell’Orso e Penne-Arsita, guidati dagli Accompagnatori di escursionismo del Cai Mario Cimetta, Marina Buschi, Paolo Cucculelli e Francesco Sulpizio.

«I partecipanti si sono immersi nei panorami che si aprono sulla piana del Tirino, circondata da uliveti secolari, e hanno osservato specie endemiche a rischio estinzione come il rarissimo limonio aquilano (Goniolimon Italicum)», racconta Cucculelli. «Non è mancato l’”incontro” con siti paleontologici come i Grottoni di Calascio e con esempi di architettura religiosa come la chiesa dedicata alla Madonna della Neve, fino ad arrivare ai muretti a secco prima di giungere a Castevecchio Calvisio».