Un altro Appennino è possibile: un convegno per far dialogare insieme montagna e città

Un convegno dal titolo “Montagna  e Città". La data da segnarsi è sabato 13 novembre al teatro Testoni di Porretta Terme, in provincia di Bologna.

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Veduta del Corno alle Scale © Andrea Garreffa

Unire, con il confronto costante e continuo, i cittadini e gli abitanti della montagna. Il comitato “Un altro Appennino è possibile” (di cui fa parte anche il Cai Emilia Romagna), nato per contrastare la realizzazione della seggiovia al Lago Scaffaiolo, ha organizzato un convegno dal titolo “Montagna  e Città” per analizzare la prospettiva di uno sviluppo che sia veramente sostenibile, senza legarsi a dinamiche turistiche lontane dai bisogni dei territori montani. La data da segnarsi è sabato 13 novembre al teatro Testoni di Porretta Terme, in provincia di Bologna. Il programma del convegno è disponibile qui. Per chi non potesse essere presente, è disponibile una diretta Facebook a questo link.

Montagna e città © Un altro Appennino è possibile

Un processo che consuma la montagna

Tra i relatori c’è anche Raffaele Marini, Presidente della Commissione centrale di tutela ambiente montano. «Il mio intento è quello di delineare la posizione del Club alpino italiano, in merito all’industria della neve. L’evidenza dei cambiamenti climatici, costringe a sopperire, con impianti e con un infrastrutturazione della montagna, alla mancanza di neve. Un processo che continua a consumare montagna. Il tutto con un mercato che non ha grandi prospettive di crescita. Allo stesso tempo, al di là dei grandi interventi pubblici per questo tipo di infrastrutture sarebbe necessario spendere qualcosa di più per far rimanere le persone nelle Terre alte: puntando sui servizi e sul turismo sostenibile», nota Marini.

«Se solo pensiamo agli oltre 200 impianti sciistici al di sotto dei 2000 metri che tra le alpi e gli appennini sono completamente abbandonati, se pensiamo a quanto in questi ultimi anni si è detto a livello mondiale sulla decarbonizzazione e  sulla necessità di ridurre  gli sprechi, l’invito ad utilizzare le risorse con oculatezza e nel rispetto della natura, di cui facciamo parte e non ne siamo i padroni,  e poi vedersi in prima pagina riproposte soluzioni che nulla di ecosostenibile hanno, lascia l’amaro in bocca. Il Cai è una sentinella del territorio, non manca e non mancherà di segnalare situazioni anomale e quindi, faremo sempre sentire la nostra voce, nella speranza che poi venga ascoltata», aveva dichiarato il Presidente del Cai Emilia Romagna Massimo Bizzarri, che si occuperà di un intervento sul tema “uscire dalla monocultura dello sci da discesa”.

Intorno a noi, e vicino a noi

il convegno sarà articolato in due parti: una dedicata alla realtà e alle emergenze della penisola (intorno a noi) e una focalizzata sull’appennino tosco – emiliano (“vicino a noi”). Dal giornalista e scrittore Maurizio de Matteis, con il suo intervento “Torino città delle alpi?” al professor Caroselli dell’Università Federico II di Napoli e attivista del Gruppo Balia del Collare. L’intervento si soffermerà sulla lotta contro il TSM2 sul Monte Terminillo.

Per quanto riguarda la realtà dell’appennino emiliano, Vinicio Ruggieri, del comitato scientifico del Cai di Bologna, si soffermerà sulla ricerca “Per una rigenerazione dell’Appennino tosco-emiliano: turismo, sostenibilità e sviluppo territoriale nel parco regionale del Corno alle Scale”, realizzata dal Cast, Centro di studi avanzati sul turismo dell’Università di Bologna. in seguito Paolo Piacentini, Presidente di Federtrek, si soffermerà sul tema, “le nuove esigenze e il ruolo dei cammini”.

«L’incontro vuole essere un momento di formazione per costruire e condividere un’ampia base culturale comune, per continuare a crescere e lavorare insieme», scrivono gli organizzatori dell’evento.