Il Trento Film Festival apre la 70esima edizione con l’omaggio a Mario Fantin

La manifestazione internazionale del cinema e delle culture di montagna porta il pubblico in vetta al K2. Questa sera tutto esaurito al Teatro Sociale per l’anteprima assoluta della versione restaurata del documentario Italia K2 del registra trentino Marcello Baldi, realizzato dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con il Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai

L’inaugurazione della mostra “Senza posa. Italia K2 di Mario Fantin. Racconto di un’impresa”

Tutto esaurito per la prima mondiale del restauro di “Italia K2” che ha aperto ufficialmente la 70esima edizione del Trento Film Festival. L’esploratore con la macchina da presa oggi è stato anche protagonista della mostra “Senza posa. Italia K2 di Mario Fantin. Racconto di un’impresa”. Un appuntamento organizzato dal Club alpino italiano a cura di Mauro Bartoli insieme a Claudio Ballestracci (Lab Film), con la collaborazione di Monica Brenga e Pamela Lainati (Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai). 

La tenda di Mario Fantin utilizzata per l’ascesa al K2

Italia K2

La proiezione del film è stata preceduta dalla presentazione del restauro della pellicola e dell’omaggio a Mario Fantin. Per l’occasione erano presenti  Angelo Schena (presidente, Centro di Cinematografia e Cineteca del CAI), Andrea Meneghelli (responsabile archivio film, Cineteca di Bologna), Marco Albino Ferrari (scrittore) e Mauro Bartoli (regista, Il mondo in camera).

L’operazione è stata realizzata dalla Cineteca di Bologna presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata, in collaborazione con il Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai e con il sostegno del Ministero della Cultura. Il film documenta la conquista italiana del K2 nella celebre spedizione guidata da Ardito Desio, organizzata dal Club alpino italiano, nel 1954. Una salita che ha inscritto il bolognese Mario Fantin nella storia dell’alpinismo. Una sfida nella sfida, che riuscì a restituire agli occhi del mondo in immagini, utilizzando varie cineprese 16mm, un cavalletto, e pellicola 16mm Kodachrome. Le riprese arrivano fino a 6.560 metri, poi Fantin dovette fermarsi e istruì gli alpinisti per documentare la parte finale della scalata. Era la prima volta che si effettuavano riprese cinematografiche a tali quote. La prima del film, che avvenne il 25 marzo 1955 alla presenza del capo dello stato Luigi Einaudi, fu un successo: 360 milioni di lire d’incasso, poco meno di Grisbì di Becker e poco più del Delitto perfetto di Hitchcock.

Mario Fantin, l’esploratore con la macchina da presa © Fondazione Cineteca di Bologna

La mostra

All’inaugurazione della mostra “Senza posa. Italia K2 di Mario Fantin. Racconto di un’impresa” hanno partecipato i curatori Mauro Bartoli e Claudio Ballestracci, la Vicepresidente generale del Cai, Lorella Franceschini, il Presidente del Centro di Cinematografia e Cineteca del CAI, Angelo Schena.

Per l’occasione sono visibili alcuni reperti originali di Fantin, concessi dagli eredi, tra cui il taccuino inedito dove il bolognese appuntò impressioni, emozioni e note tecniche sulla spedizione e sulle riprese del film “Italia K2”. Nel percorso espositivo alcune pagine del taccuino e i “suoni del K2” vengono riprodotti su leggii autoportanti e autoilluminati, realizzati con materiali naturali, mentre su una tenda vengono proiettate immagini registrate da Fantin in condizioni estreme.

«Mi fa estremamente piacere che con questa mostra e il restauro di “Italia K2” il nome di Mario Fantin venga riscoperto e conosciuto a livello nazionale e oltre. Spero che il bellissimo ed evocativo allestimento dell’esposizione possa essere ospitato anche in altre sedi», ha affermato Lorella Franceschini.

La mostra resterà aperta presso gli spazi di Torre Mirana (via  Belenzani 3) fino al 14 maggio, tutti i giorni con i seguenti orari: 9.30-13.00, 14.00-18.30.

Il taccuino di Mario Fantin

L’anteprima mondiale de “Il mondo in camera”

Ma l’omaggio a Mario Fantin non si esaurisce qui: nella seconda giornata del Festival sarà proiettato anche il nuovo lungometraggio documentario “Il mondo in camera” di Mauro Bartoli, prodotto da Apapaja – Produzioni Cinematografiche, in collaborazione con Cai, FAI, Regione Emilia- Romagna e MiBACT: in anteprima mondiale, il film esplora non solo la passione di Fantin per la montagna e l’avventura, ma anche la sua biografia familiare, riportando alla memoria una figura complessa che ha rischiato di essere dimenticata.

Inoltre, tra le giornate del 30 aprile, 1 e 2 maggio saranno proiettati nove film realizzati da Fantin, recentemente restaurati a cura di Andrea Meneghelli (Cineteca di Bologna), Marco Ribetti (Cineteca Storica del Museo Nazionale della Montagna – Cai Torino), Maria Chiara Corazza (FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano). Si tratta di un progetto intrapreso da Cineteca di Bologna, FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano (proprietario del Fondo Monzino) e Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” – Cai Torino (proprietario dell’Archivio Fantin). 

Sono più di 120 i film in programma a Trento in occasione della 70esima edizione: con 27 anteprime mondiali, 13 internazionali e 37 italiane, ben oltre metà del programma sarà composta da film mai visti prima in Italia.

Fra questi, le nove proiezioni speciali dedicate a Fantin che sono consultabili a questo link.

Un fotogramma del film “Il mondo in camera”