Il Cai Abruzzo prende posizione contro il regolamento di fruizione dei sentieri non innevati del Parco Sirente Velino

il testo prevede l'obbligo di registrazione e allo stesso tempo è obbligatoria la compilazione di un’apposita manleva per sollevare da responsabilità l’ente parco o i comuni. "Si tratta di una palese violazione dell’articolo 16, primo comma della Costituzione", scrive il Cai Abruzzo

Parco Sirente Velino

Il Parco nella bella stagione © Cai

Il Cai Abruzzo prende posizione contro il regolamento di fruizione della rete di itinerari escursionistici senza copertura nevosa, redatto del Parco Regionale Sirente Velino. Il regolamento è ancora in fase di bozza. L’approvazione è rimandata previa ricezione dei contributi finali del Cai, del Collegio delle guide alpine, degli accompagnatori di media montagna e del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico.

In particolare, il testo prevede l’obbligo di registrarsi sul sito web del parco e allo stesso tempo è obbligatoria la compilazione di un’apposita certificazione per sollevare da responsabilità l’Ente parco o i comuni. Su questo provvedimento di limitazione all’accesso libero alle aree del parco, il Comitato direttivo del Cai Abruzzo,  tenuto conto del parere delle sezioni dell’Aquila, Avezzano, Sulmona, delle sottosezioni Altopiano delle Rocche e Celano e del componente del Consiglio direttivo centrale Gian Paolo Boscariol, scrive che «si tratta di una palese violazione dell’articolo 16, primo comma della costituzione: “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o sicurezza”. In particolare, l’escursionismo non è stato mai oggetto di limitazioni stabilite per legge per motivi di sanità e di sicurezza».

Nessun coinvolgimento da parte del Cai

Allo stesso tempo, «il Regolamento riporta testualmente la seguente frase: Le seguenti norme sono il frutto di un lavoro che ha visto coinvolto il Parco Sirente Velino, i comuni del Parco, il Cai, il Soccorso Alpino (CNSAS)”. L’assunto in parola è falso. Il Regolamento di fruizione è stato unilateralmente predisposto dall’Ente Parco e iI  Cai Abruzzo non ne ha mai condiviso i contenuti. Ciò posto, diffidiamo l’Ente Parco dal richiamare il Club alpino Italiano all’interno del regolamento denominato “Regolamento di fruizione», scrive il Presidente Francesco Sulpizio in un breve comunicato stampa.

Consigli, non obblighi

Nell’allegato, l’escursionista deve dichiarare e riconoscere di aver adempiuto a tutta una serie di comportamenti e prescrizioni, che vanno dall’aver seguito l’itinerario prestabilito mediante opportuna traccia gpx, indossare un vestiario o calzature adeguate, studiare le difficoltà e le caratteristiche tecniche del sentiero o pianificare l’escursione consultando i bollettini meteorologici. «Appare evidente  che l’esposizione di tutte queste conoscenze, non sono obblighi ma consigli. É possibile punire l’escursionista che  non ha seguito questi accorgimenti?», scrive ancora il Gruppo Regionale.

Le osservazioni del Cai Abruzzo sono disponibili qui