A Cordate Vocali, i canti d’autore di ispirazione popolare

A far la differenza, è l’interpretazione degli autori. Ettore Varacalli, direttore del coro Cai La Martinella di Firenze, ha intervistato i maestri Bepi de Marzi e Marco Maiero

Un’immagine della performance della SAT a Cremona © Cai SAT

Venerdì 28 maggio, alle ore 21, è è stato il giorno del terzo appuntamento di Cordate Vocali, l’evento online (su Facebook e YouTube) che il Centro Nazionale di Coralità promuove per far conoscere ad un pubblico sempre più vasto i tesori nascosti nel repertorio dei 76 cori del Cai. Il tema dell’evento è stato “i canti d’autore di ispirazione popolare”.

Ad aprire la serata, il dialogo tra il direttore di Montagne360 e Lo Scarpone, Luca Calzolari, e il presidente del centro Nazionale di Coralità Gianluigi Montresor, che presenterà il tema della serata. Il direttore del coro Sat di Trento, Mauro Pedrotti, si è soffermato sulle caratteristiche che accomunano i canti di ispirazione popolare e quelli popolari. «I protagonisti sono gli stessi: i sentimenti profondi, i valori familiari, la natura, il lavoro e la protesta, a volte», commenta.

L’interpretazione degli autori

A far la differenza quindi, è l’interpretazione degli autori. Ettore Varacalli, direttore del coro Cai La Martinella di Firenze ha intervistato il maestro Bepi de Marzi. Il musicista vicentino ha fondato il gruppo corale maschile “I crodaioli” di Arzignano, con il quale ha proposto più di cento composizioni di ispirazione popolare, prima fra tutte “Signore delle cime”. Durante la serata, la canzone è stata interpretata dal Cai Macerata. «L’autore oggi deve avere il senso della poesia dei nostri padri, che cantavano la montagna, la campagna, il lavoro, la fantasia e la fede. Non erano concerti, erano delle confidenze cantate. Insomma, i protagonisti dei testi sono le angosce, il dolore e i fatti intimi e personali.  Non a caso i canti avevano una funzione consolatoria», ha spiegato De Marzi. Varacalli ha intervistato anche Marco Maiero, compositore e musicista friulano. «I cori di ispirazione popolare sono caratterizzati dalla necessità di avere un linguaggio che arrivi direttamente all’ascoltatore. Un modo di cantare col coro che non mira alla tecnicità, ma che diventi un veicolo di poesia», ha puntualizzato Maiero.

Interpretazioni vocali

Protagonsite della serata, le interpretazioni vocali del coro SAT, con “Soreghina” di Aladar James. Il coro Cai di Verona ha interpretato l’opera di Bepi de Marzo “Improvviso”. Il coro “Sibilla” del Cai Macerata invece, ha affrontato il brano “Signore delle cime”, sempre dell’autore vicentino. Senza dimenticare, il coro Cai di Sondrio che ha offerto agli ascoltatori una versione del brano “non potho riposare” e il coro Cai di Piacenza che ha interpretato una sentita interpretazione di “preghiera degli alpini” di Giovanni Veneri. Senza dimenticare il coro Cai femminile di Carrara con “la neva” di Alessandro Bucciani e il coro misto di Melegnano con “la madonina” di Alessandro Moser. Infine, il coro Cai di Cremona ha interpretato “cercheremo” di Marco Masiero. mentre, il coro di Bovisio Masciago si è cimentato con “Naneddu Miu” di Peppino Mereu e Tonino  Puddu.

Il Coro “Sibilla” del Cai Macerata