Denis Urubko a Bolzano, tra coraggio e responsabilità

L'alpinista sarà protagonista della serata “Alta quota: il coraggio del passo avanti, la responsabilità del passo indietro”, che la Sezione Cai del capoluogo altoatesino organizza venerdì 10 dicembre

Denis Urubko

Denis Urubko © Archivio Denis Urubko

«Denis Urubko non ha certo bisogno di presentazioni, è un mostro sacro, una leggenda vivente. Gli aggettivi non basterebbero per descrivere il russo naturalizzato polacco. Autore di imprese epiche, l’ultima sul Gasherbrum II in solitaria, e di salvataggi eroici».
Il Cai Bolzano presenta così il protagonista della serata “Alta quota: il coraggio del passo avanti, la responsabilità del passo indietro”, che la Sezione ha programmato per venerdì 10 dicembre alle 20:30 al Teatro comunale in Galleria Telser (entrata libera, necessario il Super green pass).

La felicità e l’ispirazione data dalla montagna

Un appuntamento durante il quale Urubko, che attualmente vive con la famiglia a Nembro (BG), racconterà la sua vita e la felicità che la montagna gli regala ispirandolo in ogni momento.

«Organizzare un progetto per salire in alta quota, riuscire ad effettuare il tentativo superando i vari dubbi e problemi ma sempre rispettando le regole dello sport e della montagna, allenarsi acclimatarsi, calcolare le distanze e le difficoltà per evitare rischi inutili e per vincere la sfida più grande». Queste le sue parole. «Fare tutto nel modo più corretto possibile perché oltre alla responsabilità verso i tuoi compagni, devi anche non perdere tempo ed usare al meglio i soldi per la spedizione. Poi rivedere tutto e magari tornare indietro per salvare una persona sconosciuta o un amico in difficoltà. E infine, finalmente coronare il sogno, raggiungere la cima!».

BZ Serata Urubko

La locandina della serata

Protagonista di tanti interventi di salvataggio

Nel 2009 è divenuto il quindicesimo uomo ad aver salito tutti i quattordici ottomila e il nono ad averli scalati senza ossigeno. Ha inoltre realizzato la prima salita invernale di due ottomila, il Makalu e il Gasherbrum II, in entrambi i casi in compagnia dell’alpinista italiano Simone Moro. Ha anche aperto tre nuove vie su tre diversi ottomila. Inoltre,  evidenzia il Cai Bolzano,

«lo abbiamo ammirato per i tanti interventi di salvataggio, mettendo in secondo piano i suoi progetti. Come dimenticare il grande salvataggio di Elisabeth Revol in quei giorni drammatici sul Nanga Parbat dove purtroppo perse la vita Tomek Mackiewicz».

A Bolzano Urubko dialogherà con il traduttore e interprete poliglotta Luca Calvi, appassionato di escursionismo, arrampicata e alpinismo.