Benjamin Védrines © Facebook Benjamin Védrines“Prossima fermata: Jannu est”. Annuncia così la partenza il francese Benjamin Védrines. Dopo una primavera ed estate intense, Védrines è pronto a ritornare sulla nord del Jannu Est (7468 m), una delle ultime grandi montagne himalayane ancora inviolate. Dopo il ritiro dello scorso autunno Védrines riparte con rinnovata determinazione, con lui l’amico e compagno di cordata Nicolas Jean.
Il Jannu Est si trova nel massiccio del Kangchenjunga, nel Nepal orientale. A differenza delle montagne più frequentate della regione, è rimasto a lungo in ombra e poco battuto. La sua parete nord, alta più di 2500 metri, è un muro di ghiaccio e roccia verticale, isolato e remoto, che richiama inevitabilmente i grandi sogni dell’alpinismo d’avanguardia.
Il tentativo del 2024
La spedizione dello scorso anno, condotta insieme a Nicolas Jean e Léo Billon, si era fermata intorno ai 6700 metri a causa di alcuni di problemi di salute da parte di Védrines, che aveva manifestato sintomi di mal di montagna, costringendo il team a un doloroso ritiro. Una decisione sofferta ma inevitabile.
“Questa montagna ci affascina. È bella, isolata, difficile da scalare e… ancora non salita!”, ha scritto recentemente Védrines sui social, annunciando la partenza. L’arrivo al campo base è previsto entro l’inizio di settembre, mentre si presume che il tentativo di salita effettivo sarà portato avanti tra ottobre e novembre, quando il monsone sarà terminato e le condizioni della montagna dovrebbero essere ottimali per permettere di affrontare la scalata.
La filosofia rimane quella dello stile alpino, rapido e leggero, che Védrines considera l’unico modo per confrontarsi davvero con le grandi pareti himalayane e le montagne in generale.
“La nostra non è una corsa alla vetta, ma un’avventura di conoscenza”, ha spiegato Védrines, sottolineando quanto la dimensione umana e interiore sia parte integrante di questo tipo di spedizioni.