Torres del Paine - Foto di Plutozoom da Pixabay
Sentieri Parco Nazionale Torres del Paine - Foto Fredlyfish4 - Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
Mirador Base Torres - Foto Refugiofossil - Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0
Foto di Katrin Schulz da Pixabay
Mirador Base Torres - Foto Alexis Alvarez - Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0La Patagonia è una delle regioni del Pianeta che, negli ultimi anni, sta assistendo a un incremento di visibilità. Con la complicità del mondo dei social, il fascino di questo angolo selvaggio del Sud America sta aumentando in maniera costante, richiamando ogni anno un numero sempre maggiore di visitatori. Il crescente interesse globale porta con sé una sfida cruciale: un aumento di presenze determina, di riflesso, la necessità di un'attenta cura e una manutenzione della sentieristica.
Proprio in questo scenario si inserisce la terza edizione di un'interessante campagna lanciata dal brand Las Torres Patagonia, tramite la sua organizzazione no-profit Las Torres Conservancy, impegnata a preservare la bellezza naturale del Parco Nazionale Torres del Paine e dei suoi dintorni e a ridurre l’impatto ambientale del turismo. Un progetto di volontariato ribattezzato “10 volunteers for 10 days”, finalizzato alla manutenzione del Base Torres Trail, il sentiero escursionistico più celebre e iconico del Parco Nazionale Torres del Paine, in Cile.
Il progetto, realizzato in partnership con SKY Airline, nasce dalla consapevolezza che la bellezza della regione di Magallanes, la più meridionale delle sedici regioni del Cile, dominata dal maestoso Massiccio del Paine e dalle sue iconiche torri granitiche, richieda oggi un impegno attivo per bilanciare l'entusiasmo dei viaggiatori con la fragilità di un ecosistema dove il vento può superare i 100 km/h e le condizioni meteo mutano repentinamente.
Cercasi volontari per la manutenzione del Base Torres Trail
Il Base Torres Trail è una delle rotte escursionistiche più famose al mondo, ma l'erosione e il costante afflusso di camminatori mettono a rischio la stabilità dell'ambiente locale. Dopo il successo delle precedenti edizioni del progetto “10 volontari per 10 giorni”, lanciato nel 2024, che hanno visto il completamento della manutenzione lungo il primo chilometro e mezzo di tracciato, la missione prosegue con l'obiettivo di ripristinare la seconda delle tre sezioni che compongono il percorso di circa 20 km (a/r), che conduce al punto panoramico Mirador Base Las Torres.
Gli interventi coordinati da Las Torres Patagonia prevedono il ripristino dei sentieri a pendenza moderata, con un approccio sostenibile, allo scopo di proteggere il suolo e la preziosa flora locale. “Attraverso la nostra iniziativa di volontariato turistico - commentano i promotori - , miriamo a riparare e ricostruire sentieri fortemente erosi, segnando l'inizio di una nuova era di sentieri sostenibili e in leggera pendenza che proteggeranno l'ecosistema del parco.”
I dieci volontari selezionati vivranno un'esperienza all-inclusive, partendo dall’aeroporto di Puerto Natales per raggiungere l’Hotel Las Torres. Il programma prevede un equilibrio tra il lavoro fisico di ripristino e l'esplorazione guidata tra i ghiacciai e le vette della riserva, con la possibilità di immergersi nella cultura gaucha.
Una selezione che passa per i social
La selezione per questa avventura si basa su un contest lanciato su Instagram, la cui scadenza è fissata per la mezzanotte (PST) del 20 febbraio. Per candidarsi è necessario avere almeno 21 anni, risiedere in uno dei paesi selezionati, tra cui purtroppo è esclusa l’Italia (USA, Canada, UK, Brasile o Cile) e possedere un'ottima forma fisica, indispensabile per operare in un territorio così estremo.
La procedura richiede la creazione di un breve video di massimo 45 secondi in cui spiegare l'importanza personale della sostenibilità e del turismo responsabile, da condividere sul proprio profilo pubblico usando l'hashtag #mygreenvideo e taggando @lastorres.patagonia e @skyairline.
I dieci vincitori, selezionati da apposita giuria, saranno divisi in due turni operativi tra il 22 marzo e il 2 aprile 2026. L’iniziativa, per quanto distante dal territorio italiano, diventa testimonianza di un crescente valore attribuito alla partecipazione attiva della cittadinanza nella salvaguardia degli ecosistemi.
È un esempio concreto di citizen science, dove il contributo di non professionisti diventa fondamentale per raccogliere dati, monitorare il territorio e realizzare interventi tecnici che la sola comunità scientifica non potrebbe coprire con la stessa capillarità. Un modello di conservazione partecipativa che trasforma il viaggiatore in un attore centrale della protezione del Pianeta.