Carlos Soria, a 86 anni verso il Manaslu: “Per salire bisogna andare”

L’alpinista madrileno parte per l’ottava montagna più alta del mondo. Alla soglia dei 90 anni, dopo un recente intervento al cuore, continua a inseguire i suoi sogni in quota.

A 86 anni, Carlos Soria non smette di sognare. L’alpinista madrileno parte oggi alla volta del Manaslu (8163 metri), l’ottava montagna più alta del mondo, con lo stesso entusiasmo che lo accompagna da una vita intera. Da oltre cinquant'anni. Mezzo secolo fa infatti lo scalatore si trovava proprio al Manaslu, con la prima spedizione spagnola diretta alla vetta. Era il 1975 e oggi Soria vuole ricordare quella salita raggiungendo la vetta del Manaslu alla soglia dei 90 anni. Età che sembra non sentire. Nel corso dell'ultimo anno è infatti riuscito con successo nella scalata dell'Aconcagua (6962 m) ma, appena un mese fa, si è anche dovuto sottoporre a un’operazione a una valvola cardiaca. "All'ufficio della previdenza sociale mi hanno detto che, data la mia età, normalmente non mi avrebbero operato, ma il medico mi conosceva, conosceva la mia storia clinica e ha detto che se fossi stato d'accordo, l'avrebbe fatto lui" il commento rilascitao da Soria alla rivista spagnola Desnivel. L’intervento è riuscito perfettamente e la ripresa è stata sorprendente: dopo un solo giorno di ricovero tornava già a casa e in poche settimane riprendeva gli allenamenti.

 

Manaslu, seconda volta

Soria ha già scalato il Manaslu nel 2010, quando aveva 71 anni, senza ossigeno. Ma questa nuova salita, afferma, è un dovere verso sé stesso e verso la memoria della storica spedizione spagnola. A tentare la vetta con lui il fidato Luis Miguel Soriano, alpinista e cameraman con cui ha condiviso molte avventure. Con loro ci saranno anche Pedro Mateo e Juan Boada, che però non tenteranno la cima.

Il piano prevede un primo periodo di acclimatazione nella regione del Khumbu, fino a 6000 metri, per poi arrivare al campo base intorno al 12 settembre.

A supportare la spedizione è lui stesso. Soria non ha infatti grandi sponsor alle sue spalle. Anche se forse la sua storia alpinistica e la sua incrollabile determinazione meriterebbero una maggiore attenzione anche in questo senso.

Se la salita dovesse riuscire, si tratterebbe di un nuovo primato: la persona più anziana a scalare un Ottomila. Ma questo sembra l’ultimo dei suoi pensieri. Quello che conta, ribadisce, è la volontà. In fondo, la sua filosofia resta immutata: "Per salire, bisogna andare". Una frase che per lui non è solo un motto alpinistico, ma una lezione di vita: i sogni non vengono a cercarti sul divano di casa, bisogna alzarsi e andarli a prendere.