Coltelli pieghevoli, la lettera del CAI chiede una deroga per la montagna

In una nota inviata al ministero della Giustizia, a Camera e a Senato, il Club Alpino Italiano prende posizione sulla norma. Il presidente generale Antonio Montani: "Serve una deroga per le attività escursionistiche, alpinistiche e di soccorso in ambiente naturale”.
La misura allo stato attuale è particolarmente limitante per i coltelli sopra i 5 centimetri © Pixabay

 

In vista della conversione del Decreto-Legge n. 23/2026, il Club Alpino Italiano ha inviato una lettera formale al Ministero della Giustizia e ai capigruppo di Camera e Senato per richiamare l'attenzione su un aspetto del provvedimento che potrebbe incidere negativamente su milioni di cittadini che praticano escursionismo, alpinismo e attività di soccorso in ambiente montano.

Misure limitanti

Il provvedimento introduce sanzioni severe per chi viene trovato fuori dalla propria abitazione con strumenti a lama affilata o appuntita eccedenti determinate misure. Per chi frequenta e opera in montagna, tuttavia, questi strumenti sono dotazioni di sicurezza indispensabili per il primo soccorso, la logistica e la gestione delle emergenze.

La posizione del CAI

“Il CAI condivide pienamente l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza nelle nostre città” - spiega il presidente generale Antonio Montani -. Tuttavia, auspichiamo che venga introdotta una deroga esplicita per le attività escursionistiche, alpinistiche e di soccorso in ambiente naturale”.

La norma a oggi

Il Club Alpino Italiano è entrato in tema con spirito di servizio, fedele al concetto di promuovere una cultura della montagna responsabile e consapevole. Per come è stato redatto il testo del Decreto-Legge, in attesa di conversione, le possibilità di portare strumenti a lama si riducono però di molto e le sanzioni previste sono pesanti.

Il divieto si concentra sui coltelli pieghevoli con meccanismo di blocco della lama, punta acuta e apertura a una mano: la cronaca nera purtroppo li ha fatti tornare alla ribalta per diversi episodi che hanno funestato le nostre città, ma la misura correttiva purtroppo riguarda una tipologia molto diffusa anche tra gli appassionati di montagna e outdoor. In questa categoria infatti rientrano anche modelli solo leggermente più grandi dei classici coltellini svizzeri, che possono tornare utili in soccorso e per manovre di emergenza.

 

Allo stato attuale rimane invece consentito portare coltelli a lama fissa fino a 8 centimetri, sempre a patto che ci sia un giustificato e inequivocabile motivo. Chi viene sorpreso in possesso di un coltello pieghevole con blocco e lama superiore ai 5 centimetri rischia la reclusione fino a tre anni, una mmenda da 1.000 a 10.000 euro e la sospensione della patente di guida e del porto d’armi. Per i minori fermati in possesso di questi strumenti, le sanzioni amministrative, che sono comprese tra 200 e 1.000 euro, possono ricadere direttamente sui genitori.