Dalla foce del Po alla vetta del Monviso, Marco Galliano ce l'ha fatta!

530 km in bici e 12 km a piedi, con 4.800 metri di dislivello positivo, completati in 42 ore e 14 minuti per sostenere l’associazione ‘Il Fiore della Vita OdV’ e portare supporto ai piccoli pazienti dell’Ospedale di Savigliano.
Marco Galliano in cima al Monviso © Marco Galliano

530 km in bici e 12 km a piedi, con 4800 metri di dislivello positivo dalla foce del Po, a Porto Tolle (RO), fino in vetta al Monviso (3841 m). Il tutto in sole 42 ore e 14 minuti. Questa è stata la sfida del saluzzese Marco Galliano. L’ha chiamata "Una Montagna di sorrisi" e non era solo un test delle sue capacità fisiche, ma un'iniziativa benefica a sostegno dell'associazione "Il Fiore della Vita OdV", che offre supporto ai reparti di Pediatria e Oncoematologia Pediatrica dell'Ospedale di Savigliano (CN).

53 anni, Marco lavora come dipendente in un’azienda del saluzzese e nel suo passato vanta una discesa con lo snowboard dalla vetta del Cho Oyu (8021 m) e anche la prima discesa con la tavola dal Manaslu (8167 m), exploit a oggi mai ripetuto. La tavola e lo zaino di queste due discese sono da qualche anno parte delle collezioni del Museo Montagna di Torino. Alla base di tutto c’è sempre stata una grande passione per la montagna e per la fatica, la stessa che l’ha portato a immaginare il massacrante viaggio a cui si è sottoposto. Dalla foce del Po alla vetta del Monviso, non stop

Partito il 21 agosto da Porto Tolle, Galliano ha affrontato un percorso che lo ha visto attraversare quattro Regioni italiane. Una volta giunto a Pian del Re (2020 m), ha lasciato la bicicletta per proseguire a piedi verso la vetta del Monviso. Nonostante le difficoltà, tra cui un momento di crisi fisica tra Crissolo e il rifugio Quintino Sella, Galliano è riuscito a trovare la motivazione per completare la salita con successo.

In cima sorrisi, emozioni, pianti, ma anche tanta consapevolezza. L'iniziativa ha avuto infatti un forte impatto riuscendo nella raccolta di fondi per migliorare la qualità della vita dei piccoli pazienti e delle loro famiglie. La raccolta fondi è ancora attiva sulla piattaforma "La Rete del Dono" fino al 14 settembre. Il progetto ha anche prodotto un docufilm, realizzato da Paolo Cilli, che documenta l'intera impresa.