Il viaggio sarà raccontato martedì 25 novembre, alle 21, all’Auditorium Credem di Reggio Emilia, in via Emilia San Pietro 6. L’ingresso è libero su prenotazione tramite WhatsApp e, come spiegano gli organizzatori, «la registrazione dei partecipanti inizierà dalle 20:30, fino ad esaurimento posti». La serata è realizzata grazie al contributo di Credem.
Nel Gilgit Baltistan la spedizione ha operato con due gruppi distinti: undici alpinisti coordinati da Fabio Paglione e otto partecipanti al trekking guidati da Paolo Penzo. Attraverso un racconto fatto di immagini e testimonianze, il pubblico potrà scoprire un territorio di montagne ancora in gran parte inesplorate, dove la dimensione dell’avventura si intreccia con quella dell’incontro umano.
Uno degli assi portanti dell’esperienza è stato infatti il sostegno al Cristina Castagna Center di Ghotolti, nell’Hindu Kush, promosso da Tarcisio Bellò, che ha partecipato a diverse fasi della spedizione. «Il nostro obiettivo è favorire la promozione turistica responsabile, offrendo un’opportunità di crescita alla popolazione locale» spiegano i responsabili. Sono state donate attrezzature tecniche e vestiario d’alta quota ai portatori e alle future guide del posto, una raccolta che prosegue ancora oggi e alla quale tutti possono contribuire contattando la Sottosezione Cani Sciolti.
La spedizione ha sostato per più giorni proprio al Cristina Castagna Center, un passaggio che ha rappresentato una tappa fondamentale del viaggio: un’esperienza profonda, dicono i partecipanti, capace di ampliare lo sguardo culturale e umano di ciascuno.
Sul fronte alpinistico, dopo la rinuncia alla salita del Renato Casarotto Kor, obiettivo iniziale della missione, a causa delle condizioni proibitive della montagna, l’attenzione si è spostata sul Chapur Bap (5093 m). Dopo giorni di studio della parete, la cima è stata raggiunta sia lungo la via classica sia attraverso un nuovo itinerario di ghiaccio e misto. Il gruppo trekking ha invece esplorato la splendida area del Lago Atar, muovendosi tra i 4500 e i 4800 metri del Passo Atar.