Locandina del filmIl docufilm “Non c’è un Pianeta B – salvare il mondo correndo” ha vinto il premio come Best Climate Film al Luleå International Film Festival, portando in Svezia un messaggio di impegno concreto contro la crisi climatica.
Diretto da Francesco Cavalli e Diego Zicchetti, il film è prodotto da Gruppo Icaro e AICA (Associazione Internazionale Comunicazione Ambientale), con il sostegno di Ricrea, il Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio.
La pellicola nasce come evoluzione cinematografica dell’omonimo spettacolo teatrale di e con Roberto Cavallo. Al centro del racconto, l’esperienza di “Keep Clean and Run”, la più lunga azione di plogging al mondo: una corsa attraverso territori e comunità raccogliendo rifiuti, gesto simbolico e insieme pratico che unisce sport e attivismo ambientale.
“Questo premio conferma che la narrazione ambientale, quando unisce rigore scientifico e forza emotiva, è un linguaggio universale”, dichiarano i registi Cavalli e Zicchetti. “Portare il messaggio di Roberto Cavallo dai teatri italiani al palcoscenico internazionale di Luleå è un passo fondamentale per sensibilizzare sulla necessità di un cambiamento immediato”.
Il contributo di Ricrea ha avuto un ruolo chiave nel sostenere il progetto, ribadendo l’importanza dell’economia circolare come risposta concreta alla crisi climatica. Il riciclo degli imballaggi in acciaio – materiale permanente e riciclabile all’infinito – rappresenta infatti una delle soluzioni già disponibili per ridurre l’impatto ambientale.
Il film
“Non c’è un Pianeta B – salvare il mondo correndo” segue il viaggio di Roberto Cavallo lungo la più lunga azione di plogging al mondo, “Keep Clean and Run”, trasformando una corsa attraverso città, campagne e comunità in un racconto potente sulla crisi climatica. Tra incontri, testimonianze e dati scientifici, il film intreccia gesto simbolico e azione concreta: raccogliere rifiuti chilometro dopo chilometro diventa metafora di una responsabilità collettiva che non può più essere rimandata. Sport, divulgazione e narrazione emotiva si fondono in un percorso che invita lo spettatore a riflettere – e ad agire – perché, come ricorda il titolo, non esiste un pianeta di riserva.