Il rifugio Genova in Valle Gesso: tappa obbligata dei trekking più belli

Susanna Gioffredo gestisce il Bartolomeo Figari assieme al fratello Samuele. La struttura è al centro di una rete sentieristica di grande attrattiva per il turismo internazionale, ma gli spazi sono ampi e la presenza antropica diluita

 

Una storia più che secolare di passione e amore per la montagna. Il Rifugio Genova - Bartolomeo Figari, a 2.015 metri di altitudine, è il principale presidio ricettivo dell'alto Vallone della Rovina nella Valle Gesso d'Entracque, in provincia di Cuneo, all'interno del Parco Nazionale delle Alpi Marittime. La struttura è di proprietà della sezione Ligure del CAI. Si trova a fianco del lago del Brocan, ai piedi del versante est dell'Argentera, vicino alla diga del Chiotas. La particolare posizione permette di avere un ampio panorama del vasto circo glaciale che parte dall'Argentera e di vedere da vicino non solo montagne incantevoli e ricche di storia, ma buona parte della fauna locale, tra cui stambecchi, camosci, ermellini e marmotte.

La storia

Il Genova Bartolomeo Figari è l’erede del primo rifugio realizzato nelle Alpi Marittime, pianificato già alla fine dell’800 dal congresso nazionale del CAI come riconoscimento della necessità di valorizzare le Alpi Marittime, allora quasi sconosciute e prive di ricoveri.

Il CAI Liguria viene incaricato di sopperire e alla fine viene identificata come zona adatta il Gias del Monighet soprano, nel Vallone della Rovina, a quota 1.914, così da facilitare le vie di salita sul Massiccio dell’Argentera. Il cantiere viene avviato il 22 luglio 1897 e completato in pochi mesi, nel settembre dello stesso anno. L’inaugurazione avviene nel Ferragosto 1889.

Il rifugio Genova prosegue l’attività sino al 1960, anno in cui inizia il progetto per la costruzione della diga del Chiotas: l’invaso avrebbe sommerso per sempre l’intera area del Gias del Monighet e occorre trovare un’alternativa, 100 metri più in alto, al lato del lago Brocan.

La nuova struttura viene aperta il 14 agosto 1981, al termine dei lunghi lavori di Enel nella vicina diga, avviati lungo le sponde del Brocan nel 1975.

Alla storica denominazione Genova si aggiunge la dedicata a Bartolomeo Figari, uno dei pionieri dell’alpinismo del primo ‘900, più volte presidente del CAI Liguria e poi presidente generale dei CAI dal 1947 al 1956. A lui si devono tanti sforzi per ricostruire i rifugi devastati dalla guerra così così due eventi cruciali per il CAI, la nascita del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino, cui lasciò alla sua morte nel 1965 tutti i suoi averi, e la conquista italiana del K2, avvenuta il 31 luglio 1954.

La struttura

Il rifugio aperto dall’inizio degli anni ’80 è oggi una struttura cardio-protetta, attrezzata con defibrillatore esterno semi-automatico. Conta su 50 posti letto totali, divisi in camere di varia capienza, nel periodo di apertura estivo, da giugno a settembre. In inverno, il bivacco sempre aperto può ospitare sino a 12 persone. Il ristorante garantisce colazione, pranzi e cene.

La gestione

Il rifugio Genova B. Figari è gestito da due giovani appassionati, i fratelli Susanna e Samuele Gioffredo, nati e cresciuti a Dronero, a poche decine di chilometri. Susanna ha lavorato per anni come dipendente nel rifugio sotto la guida di Dario Giorsetti, prima di acquisirne la gestione nel 2023 con il fratello.

“Di solito noi apriamo a metà giugno e andiamo avanti ininterrottamente sino a fine settembre e in quei mesi i ritmi sono scanditi dal rifugio, dalla sveglia per la colazione per i clienti sino alla chiusura. Il rifugio è protagonista assoluto, è tutto molto concentrato”, racconta Susanna. “È una bella vita collettiva e questo mi piace molto, in periodo in cui stiamo tornando verso una società un po' più individualista il rifugio è un po' tutto il contrario”.

Nei mesi estivi i rifornimenti sono garantiti grazie alla vicinanza alla diga: “Abbiamo la fortuna, e siamo tra i pochi della Valle Gesso, di poter arrivare al rifugio in fuoristrada, sfruttando la strada privata dell'Enel che conduce alla diga di fronte al rifugio”.

 

“Un escursionista tedesco ci ha detto che  si trova bene su queste montagne perché non si incontra nessuno” S. Gioffredo

La clientela è mista: “C’è quella classica italiana, che è più spalmata sulle uscite giornaliere, con la gita per il pranzo, e poi i vari escursionisti che si fanno le traversate su più giorni tra i rifugi. Questi in gran parte sono stranieri, circa l’80%, principalmente tedeschi e francesi. E qui si trovano benissimo. Magari senza sapere bene quello che si troveranno ma se ne vanno proprio con la voglia di tornare. Un tedesco ha detto che si trova bene sulle nostre montagne perché qui non si vede nessuno, non si incontra mai nessuno”.

Gli itinerari

Dal Genova Bartolomeo Figari partono diversi itinerari di trekking in giornata così come di giri di più giorni, tra cui il tour dell’Argentera e del percorso ad anello del Trekking del Lupo.

Le principali cime raggiungibili sono l’Argentera, il Baus, la Cima Brocan, la Cima dell’Agnel, la Punta Ciamberline e la Cima della Valletta Scura. Nelle stesse aree sono poi presente diverse vie classiche di arrampicata a cui si uniscono le vie moderne sullo Scudo di Laura. A poca distanza dal rifugio si trova una falesia, molto adatta per gli allenamenti e per il divertimento dei bimbi, oltra a una zona boulder. Per gli appassionati di scialpinismo, le mete d’obbligo sono il canale nord-ovest della Cima dell’Agnel e il canale sud-est della Cima Brocan, entrambe attorno ai 3.000 metri di altitudine.

La rete sentieristica collega a quella di altre importanti strutture ricettive della zona, come il Rifugio Morelli-Buzzi sotto al Monte Stella.