Frame dal film The Sanctity of Space © Mescalito Film“Tanto voler sovra voler mi venne / Dell'esser su, ch'ad ogni passo poi / Al volo mi sentia crescer le penne”. Se volessimo dare una definizione del rapporto fra montagna ed ispirazione, questa citazione dal XXVII canto del Purgatorio dantesco sembra essere la più appropriata.
L'ispirazione è quel sentimento del tutto umano che ci fa “crescer le penne”, metaforicamente parlando: ci rende infatti pronti a spiccare il volo e ad immaginare e costruire mondi fino a quel momento inconcepiti ed inconcepibili. Questo stesso tipo d'ispirazione, se ci pensiamo, guida gli arrampicatori nel disegnare le proprie linee, ma anche i registi nel girare documentari, i fotografi nello scattare istantanee senza tempo e i musicisti nel riordinare note e parole all'interno di una canzone.
I film consigliati questa settimana
Un regista, un fotografo e una band sono rispettivamente i protagonisti dei tre film che vi consigliamo questa settimana, disponibili sulla piattaforma InQuota.tv e capaci di raccontare il rapporto sui generis fra persone ispirate, persone ispiranti e l'ambiente montano entro cui tale ispirazione avviene.
Se in The Sanctity of Space sono le fotografie di Brad Washburn a stimolare una cordata di arditi alpinisti nell'intraprendere un'altrettanto intrepida traversata sul massiccio del Mooses Tooth, in Dear Werner (Walking on Cinema) un giovane regista segue le impronte del mentore, Werner Herzog, in un viaggio che riguarda il senso più profondo del fare cinema, interfacciandosi con l'ambiente circostante. Infine, Karma Clima racconta l'esperienza dei Marlene Kuntz, band italiana che fra ottobre e dicembre 2021 ha promosso tre residenze artistiche in borghi montani (Ostana, Piozzo e Borgata Paraloup) con lo scopo dichiarato di favorirne la riqualificazione e sensibilizzare il pubblico su tematiche cogenti per la sopravvivenza delle terre alte.
Tre storie di sogni che nascono da intuizioni condivise, fra le cornici di montagne che ne fanno da custodi, per spiccare il volo oltre i limiti di un'immaginazione troppo spesso costretta entro le regole del mondo. Tre film, dunque, in grado d'ispirare tutti, nella realizzazione dei propri progetti più disparati.
‘The Sanctity of Space’
di Renan Ozturk (1h42'' / Stati Uniti / 2021)
Brad Washburn è stato il più grande fotografo aereo di montagna di tutti i tempi. Penzolando dal portellone di svariati velivoli, ha volato sopra catene montuose inesplorate, creando immagini iconiche. Più di ottant’anni dopo, i compagni di cordata Renan Ozturk e Freddie Wilkinson guardano alcune delle immagini di Washburn e hanno quest’idea folle: piuttosto che salire, il loro sogno è di attraversare le cime più proibitive della catena, sul massiccio del Mooses Tooth. Girato nell’arco di cinque anni, The Sanctity of Space riunisce materiali visivi di altissimo livello - dalle stupefacenti fotografie in bianco e nero di grande formato di Washburn e Ansel Adams, alle più avanzate riprese in elicottero, fino alla fotografia spaziale - con una storia indimenticabile che attraversa le generazioni. È sia un racconto d’avventura da brivido che una celebrazione dello spirito dell’esplorazione.
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‘Dear Werner (Walking on Cinema)’
di Pablo Maqueda (1h20'' / Spagna / 2020)
Nel 1974 Werner Herzog camminò da Monaco a Parigi, in un atto di fede per evitare la morte della sua mentore Lotte Eisner. Nel 2020, un giovane regista cammina seguendo le orme di Herzog, in un atto d’amore verso uno dei più grandi registi del nostro tempo. Un viaggio attraverso paesi, natura, solitudine e freddo, alla ricerca del senso del fare cinema. Il film include frammenti del libro Sentieri nel ghiaccio, letti in esclusiva del leggendario regista tedesco, ed è prodotto con la collaborazione di La Cinémathèque Française e Herzog stesso.
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‘Karma Clima’
di Michele Piazza (1h01'' / Italia / 2023)
Karma Clima, una vera e propria esperienza in cui la musica e l’arte aprono dei varchi nella percezione comune di temi fondamentali come il cambiamento climatico, la forza distruttiva che sta spingendo la Terra, le specie animali e l’umanità verso un punto di non ritorno. Una “music factory” che, tra residenze d’arte, studi mobili ed eventi quotidiani, porta alla nascita dell’ultimo album dei Marlene Kuntz e crea qualcosa di nuovo e unico in materia di opportunità extra-musicali e business culturale.
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