La ricchezza verde del Trentino: censite 803 specie di piante officinali

Un censimento ha fatto il punto della situazione: 382 sono raccoglibili seguendo il nuovo regolamento in materia. La normativa permette di fare ordine di fronte al rinnovato interesse per il foraging

 

Le piante officinali, la loro coltivazione e raccolta spontanea sono una ricchezza che sembra conoscere una nuova riscoperta e come tale va tutelata. Negli anni in cui la raccolta delle erbe spontanee torna sempre più di tendenza sotto il nome di foraging, nella Provincia di Trento un censimento mette in evidenza quanto vasto e potenzialmente prezioso possa essere questo mondo. La ricerca avviata nel 2024, commissionata al Museo Civico di Rovereto dalla Provincia autonoma di Trento, indica 803 tipologie differenti presenti in Trentino, di cui 382 per cui è consentita la raccolta.

Già, perchè una quantità così elevata ed eterogena di piante officinali richiede una normativa precisa per gestirne sia il prelievo sia un utilizzo consapevole e sicuro.

In tal senso, destano sempre più interesse anche a livello istituzionale e si moltiplicano le iniziative per diffondere una cultura, a partire dalle nuove genrazioni. Negli scorsi mesi, la Provincia autonoma di trento ha completato la revisione della normativa in materia, per formare raccoglitori preparati e consapevoli del valore della flora endemica. Grazie al censimento curato dal Museo Civico di Rovereto avviato nel 2024, è stata creata una lista delle specie officinali spontanee presenti in provincia. Inoltre, è stato formalizzato l'elenco provinciale dei raccoglitori di piante officinali spontanee.

I numeri

La ricerca ha permesso di mettere insieme informazioni provenienti dai vari territori, sino a compilare la lista completa, composta da 803 tipologie differenti, di cui 382 raccoglibili. L’elenco è frutto del confronto e della condivisione tra il Museo incaricato, le strutture provinciali competenti in materia e la Fondazione Edmund Mach - realtà internazionale con sede a San Michele all’Adige- che dal 1874 svolge attività di istruzione e formazione, ricerca scientifica, sperimentazione e consulenza tecnica nei campi dell’agricoltura, dell’alimentazione e dell’ambiente.

La tutela del fiordaliso

La legge provinciale sulle foreste e sulla protezione della natura trentina individua poi specie vegetali particolarmente tutelate, a cui si è recentemente aggiunto il fiordaliso, e altre specie il cui utilizzo rientra nelle antiche consuetudini locali. Quest’ultima voce contiene 59 diverse piante, con relativi limiti massimi di raccolta al giorno per persona allo stato fresco.

La normativa provinciale

Alcune specie vegetali non posso essere in alcun modo raccolte, commercializzate o danneggiate: tra queste tutte le orchidee, le sassifraghe, i gladioli, i gigli, ma anche l'agrifoglio ed il pungitopo.

Di altre specie è invece consentita la raccolta, con un massimo di 5 steli, evitando l'estirpazione di tuberi e radici. La quantità cambia per le erbe considerate di uso tradizionale, con un impiego radicato nel tempo. In questi casi si può arrivare a una quota di peso che varia, da specie a specie, tra il mezzo kg e i 2 kg. Qualche esempio? Ortica; fiori di achillea, camomilla, biancospino; infiorescenze e frutti del sambuco; germogli del radicchio d'orso; germogli e infruttescenze del luppolo; foglie di alloro; foglie e fiori di menta e malva; gemme e pigne del pino mugo. Si può arrivare sino a 1 kg al giorno allo stato fresco per muschi ed i licheni, è di norma consentito raccogliere fino a un chilogrammo (allo stato fresco) al giorno per persona.

In alcune zone possono essere presenti divieti di raccolta stabiliti dal proprietario del terreno, in questo caso chiamato a posizionare tabelle apposite nei punti di accesso. Tutte le deroghe ai divieti ed alle quantità sono rilasciate dalle Comunità territorialmente competenti.

Una cultura da trasmettere

Le piante officinali, che la generazione dei nostri nonni conosceva ancora in maniera diffusa, sono oggi oggetto di riscoperta, ma le nuove generaizioni hanno bisogno di momenti educativi che li possano reintrodurre a un mondo in parte ormai dimenticato. In questo senso, sabato 14 e domenica 15 marzo 2026 le piante officinali sono state protagoniste all’interno della Mostra dell'agricoltura di Trento, grazie allo spazio allestito nello stand istituzionale della Provincia e della Fondazione Edmund Mach con la collaborazione di Trentino Marketing. Nella vasta postazione, era presente un’esposizione di erbe e prodotti derivati, accompagnata da approfondimenti guidati e da laboratori per bambini.

“L'obiettivo era illustrare le attività di consulenza e ricerca svolte dalla FEM, ma anche le recenti novità normative in materia di coltivazione e raccolta delle specie officinali spontanee - ricorda Silvia Ceschini, responsabile Comunicazione e relazioni esterne della Fondazione Edmund Mach e curatrice degli allestimenti alla mostra-. Sono erbe che rappresentano una risorsa naturale e agricola di alto valore, profondamente radicata nella tradizione locale, e coltivate per le loro proprietà benefiche, aromatiche e curative. Abbiamo presentato una selezione di erbe officinali, i prodotti derivati, le informazioni tecniche su coltivazione e normative, con laboratori didattici per le famiglie”.

In un momento di grande affluenza, ricercatori e tecnici hanno presentato le ricadute della nuova normativa così come le attività di ricerca e di servizio per le imprese che intendono investire in questo settore.