Gasper Pintar indica la via Los Barbares 3 - courtesy @tom__livingstone IG © Tom Livingstone
La linea di Les barbares 3 © L. Billon
Durante la ripetizione di Les Barbares 3 © FB Tom Livingstone
© FB Tom Livingstone
“L’avevano definita ‘la via alpina più difficile delle Alpi’: ha subito attirato la mia attenzione. Dopo il tentativo fallito l’anno scorso con Silvan Schupbach, ero desideroso di una rivincita”. Così il britannico Tom Livingstone racconta la salita realizzata con lo sloveno Gašper Pintar: una prestigiosa ripetizione di Les Barbares 3, una delle linee di misto più impegnative del massiccio del Monte Bianco, completata tra il 24 e il 26 febbraio 2026.
"Sarei stato felice di liberare tutta la via" (Tom Livingstone)
Il terreno complesso ha richiesto tre giorni di salita, tra sezioni di dry tooling molto ripide alternate a tratti di misto più classico.
Livingstone descrive il cuore della parete come “davvero ripido”, con un tiro chiave di grado M10 affrontato inizialmente in artificiale e poi liberato al primo tentativo con protezioni già piazzate. Da segnalare anche la libera a vista di un tiro M8+, dove è stato fondamentale il pieno controllo mentale e fisico. “L’on sight sull’M8+ è stato intenso. Sarei stato felice di liberare tutta la via”, confessa Livingstone, lasciando trasparire forse una velata provocazione agli apritori.
L’alpinista britannico sottolinea inoltre il valore delle ripetizioni come occasione di confronto con il lavoro e la visione di altri: “Non è sempre di moda o degno di notizia ripetere vie esistenti, ma a me piace. Penso sia importante misurarmi con le vie, le opinioni e le esperienze degli altri”. La cordata ha completato l’itinerario confermandone il livello tecnico elevato e la continuità delle difficoltà.
La via: storia e caratteristiche
Les Barbares 3 è stata aperta nel febbraio 2025 dai francesi Léo Billon ed Enzo Oddo sulla parete del Pré de Bar, nel settore dell’Argentière del massiccio del Monte Bianco. L’itinerario si sviluppa per circa 500 metri con difficoltà fino a M10 e si è rapidamente affermato come una delle linee di riferimento per il misto estremo nelle Alpi, simbolo di un alpinismo moderno caratterizzato da meno ghiaccio, più roccia e sezioni tecniche protette, anche in risposta alle condizioni sempre più instabili dell’ambiente alpino.
Inserita nella “serie” Les Barbares, rappresenta uno degli esempi più significativi di fusione tra difficoltà sportive e impegno alpinistico in quota, richiedendo non solo elevate capacità tecniche ma anche solide competenze mentali e di lettura dell’ambiente.
Les Barbares prende il nome dalla via originale aperta nel 2003 sulla parete del Pré de Bar dai francesi Patrick Pessi e Stéphane Benoist (ED, V, M7/A2, 500 m). Dopo averne effettuato la ripetizione nel 2016 con Benjamin Védrines, Léo Billon ha sviluppato un progetto di nuove aperture sulla stessa parete: Les Barbares 2, aperta nel 2025 con Amaury Fouillade (500 m, fino a M8/+) e Les Barbares 3 aperta nel 2025, con Enzo Oddo, progressivamente più difficili. Il nome “Les Barbares” richiama il carattere severo e selvaggio della parete, fatta di terreno misto complesso, protezioni non sempre immediate e condizioni spesso delicate.
I protagonisti
Tom Livingstone (Regno Unito, 1991) è un alpinista attivo su grandi pareti e spedizioni; nel 2016 ha realizzato insieme a Ueli Steck la prima salita della Phantom Direct sulla parete nord dell’Eiger. Nel 2019 ha ricevuto il Piolet d'Or per la prima salita della parete nord di Latok I in Karakorum, realizzata con Aleš Česen e Luka Stražar. È noto per uno stile leggero e veloce (“alpine style”) e per ascensioni su terreno misto e trad in aree come Monte Bianco, Alaska, Scozia e Patagonia. Nel 2020 ha fondato lo Young Alpinist Group per la formazione di nuove generazioni di alpinisti.
Gasper Pintar, sloveno, classe 1994, è noto alle cronache alpinistiche per l'attività su grandi pareti e spedizioni in stile alpino; tra le sue salite principali si segnalano la solitaria del Pilastro di Čop sul Triglav (la vetta più alta della Slovenia, 2.864 m), la prima salita della The Great Wall sulla parete sud del Mount Dickey in Alaska, realizzata in stile alpino insieme a Tom Livingstone nell’aprile 2024. Ha partecipato a progetti esplorativi tra Alaska e Karakorum, mantenendo un approccio leggero, autonomo e focalizzato su linee di grande rilievo tecnico.