Lo stato dell'arte della ricerca sull'autosoccorso in caso di valanga

Dall’8 al 13 ottobre 2023, Bend in Oregon è stato il teatro dell’International Show Science Workshop: circa un migliaio di rappresentanti di istituti di ricerca, dipartimenti accademici e professionisti dell’industria dello sci,
issw-imgA_01.jpg: La relazione di sintesi sul lavoro di ricerca condotto dal Centro Studi Materiali e Tecniche in collaborazione con la Scuola Centrale di SciAlpinismo è presentata dall’autore ai convenuti dell’ISSW, a Bend, OR. © Claudio Artoni


Dall’8 al 13 ottobre 2023, Bend in Oregon è stato il teatro dell’International Show Science Workshop: circa un migliaio di rappresentanti di istituti di ricerca, dipartimenti accademici e professionisti dell’industria dello sci, funzionari di enti pubblici e, istruttori ed educatori provenienti da tutto il mondo si sono scambiati informazioni e conoscenze all’insegna del motto “A merging of theory with practice”. Insomma,  un’intera settimana di attività: relazioni plenarie degli autori dei lavori di ricerca selezionati dal comitato scientifico, esposizione e commento dei lavori di studio e networking informale fra addetti durante le numerose occasioni di socializzazione predisposte dagli organizzatori.

Il Cai ha inviato una delegazione composta dal Presidente del Servizio Valanghe Italiano (Umberto Biagiola) insieme a un membro del Centro Studi Materiali e Tecniche (Davide Rogora) per illustrare i contenuti dello studio “Scava vicino, scava veloce. Uno studio sulle conseguenze della scelta del punto di inizio scavo nell’autosoccorso in valanga” dello stesso Rogora e di Gianni Perelli Ercolini. Si tratta di un’analisi sulle conseguenze della scelta del punto di inizio scavo nell’autosoccorso in valanga. In sintesi, un’indagine sperimentale che mette a confronto due tesi: quella adottata nei manuali tecnici predisposti dalla Commissione Nazionale Scuole Alpinismo Scialpinismo Arrampicata libera (ovvero iniziare in prossimità della sonda che ha localizzato il soggetto sepolto dalla neve) e una tesi proveniente da altre fonti (iniziare a una distanza crescente dalla sonda in funzione della profondità di seppellimento del soggetto da liberare). Dalle evidenze raccolte si può confermare che attenersi al protocollo di scavo indicato nei manuali tecnici del Cai consente di massimizzare le probabilità di sopravvivenza per il soggetto sepolto dalla valanga.

«Il nostro lavoro è basato principalmente sulla sperimentazione tecnica e sul campo: Requisiti imprescindibili per raggiungere risultati di valore scientifico e teorico», ha dichiarato Rogora. 
 

Dettagli e risultati dello studio si possono trovare nell’articolo messo agli atti del convegno, raggiungibile  sulla preziosa piattaforma della Montana State University che raccoglie l’intero archivio degli articoli ISSW,