Nina, l’orsa marsicana salvata a Pizzone è pronta a tornare libera nei boschi del Parco

Nina, la cucciola di orso marsicano abbandonata dalla mamma e ritrovata a Pizzone lo scorso maggio, si prepara al ritorno in natura dopo mesi di cure da parte degli operatori del PNALM. Ora, con l’inverno alle porte, il Parco punta a restituirle la libertà.
Il cucciolo di orso marsicano © Facebook PNALM

All’inizio di maggio 2025, una segnalazione da parte di alcuni residenti ha cambiato la sorte di una cucciola di orso: la piccola - che oggi conosciamo come Nina - è stata ritrovata a bordo della strada statale nei pressi di Pizzone, sul versante molisano del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), senza traccia della madre. Per un cucciolo di orso di 4-5 mesi, l’età stimata al momento del ritrovamento, un abbandono equivaleva a una condanna: a quell’età, l’orsa è ancora totalmente dipendente dalla madre, e senza di lei sarebbe stata facile preda di predatori o vittima di incidenti stradali.

Immediatamente intervenuti i guardiaparco del PNALM: dopo aver accertato l’assenza della madre e aver installato fototrappole per monitorare la zona, si è deciso di prelevare la cucciola per assicurarle un futuro. Il PNALM ha quindi attivato un protocollo di recupero già sperimentato in passato, curando con attenzione la fase iniziale, particolarmente critica. “La priorità assoluta è stata quella di superare la fase emergenziale legata anzitutto all’alimentazione, passata dal latte materno a un cibo totalmente sconosciuto” spiegavano dall’Ente. “Immaginate quanto possa essere stressante per un cucciolo selvatico, abbandonato dalla madre, essere trasportato e trovarsi improvvisamente in un ambiente chiuso e sconosciuto”.

Grazie a un percorso di svezzamento rigoroso e al minimo contatto umano, per evitare l’imprinting, Nina è stata trasferita, a fine giugno, in una struttura immersa nella natura, più ampia e con caratteristiche tali da somigliare il più possibile all’ambiente che troverà da adulta.

 Oggi, il PNALM si prepara al passo decisivo: la reintroduzione di Nina in natura. Si prevede che il rilascio, compatibilmente con i risultati definitivi dei controlli sanitari, avvenga all’inizio dell’inverno, quando la tranquillità e l’ibernazione naturale possano offrire alla giovane orsa un “reset” ideale per una nuova vita nel suo habitat. “Speriamo in un nuovo inizio che l’aiuterà a crescere forte, autonoma e libera!” si legge nel comunicato rilasciato dal Parco.

Abbiamo segutio questa storia, quella di Nina, fin dal primo giorno. Ed è più che una semplice cronaca: è un simbolo di speranza, impegno e responsabilità verso la fauna selvatica e il fragile ecosistema dell’Appennino. Quella di Nina è “una storia fatta di impegno, professionalità e speranza. L’esperienza con Nina ci ricorda che ogni vita merita una possibilità”.