Nuovo avvistamento per l'orsa Bambina e i suoi tre cuccioli, l'appello del Parco: non interagite

Il cambiamento climatico influisce anche sul letargo degli animali. Negli ultimi giorni F21 è stata immortalata dalle telecamere in diverse località del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e nel Parco Nazionale della Maiella

 

Il cambiamento climatico si manifesta nei modi più diversi e con conseguenze che interessano tanto l'uomo quanto la flora e la fauna selvatica. Non facciamo riferimento solo ai fenomeni più evidenti come aumento delle temperatura e intensità delle precipitazioni, ma anche alle abitudini e ai bioritmi che regolano l'esistenza degli animali. In particolare, negli ultimi anni è stato osservato che gli inverni più miti stanno influenzando i comportamenti di diversi selvatici, tra cui gli orsi, che nella stagione fredda hanno modificato tempistiche e modalità del cosiddetto letargo, o meglio sarebbe dire ibernazione.

 

Una eccezione alla regola?

Non tutti gli orsi sembrano reagire allo stesso modo alle temperature meno rigide: c’è chi addirittura resta in tana più a lungo e chi invece, in alcuni periodi, si rimette in movimento prima, soprattutto quando il clima è instabile e le temperature restano alte. Ma c’è anche chi nella tana non sembra mai essere andato, almeno stando alle segnalazioni. Ci riferiamo all'orsa Bambina, avvistata nelle ultime settimane tra Ateleta, Gamberale, Palena, Lettopalena, Taranta Peligna, fino a Lama dei Peligni. Il video di una telecamera di sorveglianza in particolare l'ha ripresa nella notte del 19 febbraio proprio ad Ateleta. 

Insieme a lei i suoi tre cuccioli, ormai abbastanza cresciuti. L'orsa ha frequentato il versante est della Maiella fino a fine dicembre 2025, poi è tornata indietro e a gennaio 2026 ha compiuto alcuni danni tra Pietransieri e Castel di Sangro. A inizio febbraio è arrivata in Molise, danneggiando alcune arnie a Rionero sannitico, ma poi è tornata verso nord est.

 

Letargo addio?

La femmina si muove con tre giovani di un anno circa di età e ha continuato a girare per le montagne a cavallo tra il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e il Parco Nazionale della Maiella, attraversando centri abitati e causando danni soprattutto a pollai, piccoli allevamenti familiari, apiari e orti.

Dal canto suo, il parco rende noto che il problema è all'attenzione dell'ente, che sta monitorando la situazione, coordinandosi con i soggetti interessati. “Stiamo lavorando insieme alle organizzazioni non governative, ai carabinieri forestali e alle Regioni per affrontare la situazione, prevenire i danni e aumentare la sicurezza. Quasi sempre gli episodi sono avvenuti fuori dal territorio del parco e dalla sua area contigua. Questo significa competenze amministrative diverse, ma l'obiettivo comune resta uno: tutelare le persone e gli orsi, soprattutto nei paesi meno abituati a questa presenza. In questa fase è importante evitare iniziative individuali come inseguimenti, tentativi di allontanamento fai da te o cibo lasciato appositamente per far spostare l'orso, azioni che spesso ottengono l'effetto opposto, perché possono abituare ancora di più alla presenza umana". 

 

Ricordiamo che proprio per l'inseguimento dell'orsa Bambina e di un suo cucciolo nel 2023, un uomo di 63 anni è andato a processo a settembre. E due settimane fa l'associazione Tutela Animali Invisibili di Teramo si è costituita parte civile nel processo, sulla base di una denuncia per maltrattamento di animali.

Il parco invita inoltra a “evitare la diffusione sui social di foto e video con indicazioni precise di luogo e orario, che possono richiamare altre persone e aumentare la pressione sull'animale” e invita a praticare ”la misura della prevenzione, chiudendo bene recinti e pollai e gestendo al meglio il corretto smaltimento dei rifiuti organici”. 

 


 

 

L'orsa Bambina

Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il monitoraggio della femmina F21 – ribattezzata poi amichevolmente Bambina- è iniziato a partire dal 2019, quando la sua cattura si è resa necessaria a causa di alcune incursioni nel centro abitato di Barrea, anche in ore diurne. L'orsa Bambina si è fatta vedere a più riprese nel corso degli anni presso vari centri abitati, seppure sporadicamente e a lei vengono attribuite diverse incursioni nei pollai di un'area piuttosto vasta, che non include solo l'area parco e contigue. Il Parco stima che il territorio di normale frequentazione possa essere indicato in circa 350 chilometri quadrati.