Patagonia in fiamme: migliaia di turisti evacuati, enormi aree devastate

Vasti incendi stanno devastando la Patagonia argentina, costringendo all’evacuazione di migliaia di turisti e mettendo a rischio comunità e aree protette. Caldo record, siccità e sospetti di roghi dolosi alla base dell’emergenza che riaccende lo scontro politico sulla gestione e sui fondi alla prevenzione.

La Patagonia argentina sta affrontando una nuova ondata di incendi boschivi di vaste proporzioni che da giorni bruciano migliaia di ettari di foresta e terreni nelle province meridionali della regione, in particolare Chubut, ma con focolai attivi anche in Neuquén, Santa Cruz e Río Negro. Le autorità locali hanno confermato che circa 3000 turisti sono stati evacuati in via precauzionale da località turistiche come Puerto Patriada, sulle rive del lago Epuyén. Secondo i dati più recenti diffusi dai comandanti dei vigili del fuoco, gli incendi hanno già consumato oltre 15mila ettari di bosco e macchia nella provincia di Chubut, mentre altri fronti restano attivi in aree protette come il Parque Nacional Los Alerces.

Le operazioni di spegnimento stanno coinvolgendo centinaia di vigili del fuoco, squadre di emergenza, forze armate e mezzi aerei e terrestri provenienti anche da altre province argentine e dal vicino Cile. I soccorritori combattono contro temperature elevate, venti forti e condizioni di grave siccità, fattori che accelerano la propagazione delle fiamme.

Secondo le autorità locali gli incendi avrebbero un'origine dolosa, ragione per cui la provincia di Chubut ha offerto una ricompensa di 50 milioni di pesos (circa 34mila USD) per informazioni che possano portare all’identificazione dei responsabili dei roghi più gravi, sospettati di essere dolosi secondo il governatore locale.

Nel frattempo continuano le evacuazioni preventivi per proteggere persone e proprietà. Le condizioni meteo dei prossimi giorni, in particolare intensificazione dei venti e nuove ondate di calore, potrebbero complicare ulteriormente le operazioni di contenimento. Le comunità locali, insieme ai soccorritori, sono mobilitate in un enorme sforzo collettivo per resistere a questa emergenza che rischia di lasciare segni profondi nel paesaggio patagonico.

 

Critiche politiche e clima di polemica

La gestione dell’emergenza è al centro di un acceso dibattito politico in Argentina. I critici, compresi esponenti dell’opposizione e gruppi ambientalisti, accusano il governo nazionale di aver drasticamente ridotto i fondi destinati ai servizi di gestione degli incendi boschivi, sostenendo che i tagli abbiano indebolito la capacità preventiva e di risposta rapida alla crisi attuale. Queste accuse arrivano a poco più di un anno dai record negativi di incendi nella stessa regione, quando vaste aree della Patagonia avevano già subito danni considerevoli durante la stagione degli incendi del 2025, che devastarono decine di migliaia di ettari.

I roghi non stanno soltanto mettendo a rischio abitanti e visitatori: vaste aree di foresta antica e habitat protetti sono minacciate. Secondo osservazioni satellitari alcune delle aree più vulnerabili includono foreste secolari che sono patrimonio naturale della regione. Le autorità turistiche e le comunità locali temono un impatto prolungato sul settore turistico, fondamentale per l’economia regionale, così come sulle infrastrutture e sulla salute degli ecosistemi.