Panorami da sogno, ma anche impianti di risalita poco fiabeschi
I ragazzi di Strade maestre in cammino
I Masi di Tognola all'imbrunire
L'EU kids act è una proposta di regolamento della commissione europea e dell'Unione europea che vuole introdurre una serie di norme a tutela di diverse fasce d'età di minori, in relazione all'utilizzo dei social media. La proposta è stata fatta lo scorso 17 settembre e ricade all'interno del più ampio tema della disconnessione digitale, intesa come un accesso allo smartphone responsabilizzato e limitato.
L'argomento investe sia i giovani che gli adulti: tutti noi siamo immersi in un mondo connesso o iperconnesso, ma ci sono situazioni in cui il telefono semplicemente "non prende" e la disconnessione entra nelle nostre vite come un fatto e non una scelta. In montagna questo avviene più spesso che in altri frangenti e anche i ragazzi di Strade maestre, gli studenti in cammino per un anno di scuola attraverso l'Italia insieme al CAI, hanno sperimentato questa condizione.
Ne scrivono per noi Eleonora Lecca ed Edoardo Valenti, in un articolo in cui ci raccontano due giorni particolari, vissuti sui sentieri che attraversano il territorio dei Masi di Tognola, nel Primiero.
Disconnessione, meraviglia e opportunità
di Eleonora Lecca ed Edoardo Valenti
Siamo partiti la mattina del 12 ottobre da una località nei pressi di San Martino di Castrozza in direzione Masi di Tognola, per passare due notti che, sicuramente, non scorderemo mai.
Con fatica siamo saliti sui porfidi fino a raggiungere un altopiano: qui, di fronte a un panorama sbalorditivo, ci siamo goduti un meritato pranzo al sacco.
La prima cosa che colpiva lo sguardo era indubbiamente il monte che si stagliava di fronte hai nostri occhi, l'azzurro del cielo e il verde degli alberi parevano essere stati rapiti da paesaggi fiabeschi, eppure gli impianti sciistici catturavano lo sguardo e ci hanno portato a riflessioni legate allo sfruttamento e alla manipolazione umana dell'ambiente.
Ripreso il cammino, dopo un percorso lungo e impegnativo, siamo arrivati ai Masi e subito abbiamo avuto la consapevolezza della nuova esperienza: il sole era già quasi del tutto tramontato e le luci delle due baite illuminavano debolmente il sentiero, circondato da abeti rossi (che abbiamo imparato a riconoscere). Sotto di noi, altri masi costellavano la valle quasi a formare piccoli villaggi.
Senza distrazioni o rassicurazioni
La tranquillità e la bellezza della semplicità della vita di montagna ci hanno subito accolto con una sorpresa inaspettata: niente campo per gli smartphone!
Sicuramente è stata l'occasione perfetta per mettere da parte il telefono, per avere una pausa da tutti gli stimoli ininterrotti della rete e per rimanere solamente tra di noi, senza distrarci. Un'opportunità unica che difficilmente potrà ricapitare e che ci ha insegnato tanto: ci ha mostrato quanto spesso controlliamo lo schermo, quanto abbiamo bisogno delle costanti distrazioni e delle rassicurazioni di chi non abbiamo accanto, ma anche quanto siamo realmente capaci di condividere la nostra quotidianità con chi ci circonda.
La seconda bellissima sorpresa è stata la meravigliosa cena preparata da Emanuela, cugina di Laura, la nostra professoressa di geologia, che ci ha fatto poi compagnia per i giorni passati qui. Dopo cena, ci siamo ritagliati qualche minuto di riflessione durante il quale abbiamo condiviso qualcosa di difficile e qualcosa di interessante vissuto nel giorno appena passato, poi ci siamo diretti verso la "zona notte": nell'altra baita ci aspettava un grande salone con letti a castello fatti interamente in legno che davano un senso di "casa". Abbiamo dormito tutti insieme tranne la professoressa Laura ed Eleonora, una delle ragazze, che hanno scelto di dormire sul fieno in uno dei masi vicini: adeguatamente attrezzate per difendersi dal freddo, le due hanno passato una notte tranquilla, cullate dal suono del corso d'acqua poco distante e dall'odore del fieno.
La disconnessione di un tempo lontano
Il giorno seguente, dopo un'abbondante colazione, è iniziata una mattinata di lezioni, interrotte da Andrea, un operaio del comune, che ci ha gentilmente proposto di farci da guida per una visita al villaggio dei masi e spiegarci come vivevano le famiglie dei secoli passati e come, nel tempo, il territorio si sia trasformato. Abbiamo ovviamente accettato l'offerta e dopo il pranzo preparato sempre da Emanuela, ottimo come ci aspettavamo, abbiamo fatto un tuffo indietro nel tempo.
Ci ha colpito non solo il duro lavoro di questi allevatori, ma anche l'isolamento di queste famiglie che per lunghi mesi ogni anno vivevano quasi in esilio su queste montagne così belle ma anche così solitarie (almeno ai nostri occhi di cittadini).