'Strade maestre': dalla via dello Schenèr una lezione sui confini

Abbiamo preso parte a due giorni in escursione tra Trentino e Veneto, con i ragazzi delle superiori che vivono un anno scolastico in cammino. Tra un'introduzione al giornalismo e un approfondimento storico, abbiamo conosciuto un modello didattico che unisce socialità a una cultura appresa davvero sul campo

 

Strade maestre è un nome che calza a pennello nel raccontare il progetto della cooperativa CamminaMenti, in collaborazione con il CAI e le guide ambientali escursionistiche, che porta una classe mista di studenti delle terze, quarte e quinte superiori attraverso l'Italia per un anno di lezioni in cammino.


Le montagne diventano così vere e proprie aule: senza muri che costringono gli adolescenti a rimanere fermi nello stesso luogo, ma allo stesso tempo ricche di sentieri che li portano ad addentrarsi fisicamente e mentalmente nella storia, geografia e cultura del Paese. A tutto questo si aggiunge l'incredibile tesoro del condividere esperienze che stare tra pari 24 ore al giorno aggiunge.


Questo è uno degli elementi che meno avevo considerato prima di unirmi agli studenti per una due giorni tra Imer e Sorriva, nelle terre al confine tra Veneto e Trentino: quanti ragazzi oggi, impegnati a produrre risultati scolastici, sportivi e di valenza artistica, hanno davvero tempo di vivere una socialità piena e spontanea, al riparo da un mondo di consumi che li distrae ulteriormente e di continuo?

 

Pranzo al sacco

Un'occasione di confronto

Giovedì 15 ottobre e il giorno seguente sono stato ospitato all'interno del progetto. Ho tenuto due lezioni di introduzione al giornalismo: la prima "statica", all'interno della palestra della scuola di Imer, la seconda in cammino, come spesso fanno i ragazzi. Ne parleremo ancora e più diffusamente nei prossimi mesi. 

 

L'obiettivo delle due lezioni non era infatti dare agli studenti una visione generale sulla professione: sarebbe stato impossibile nel tempo a disposizione e poco utile alla loro didattica. Ho puntato invece sul fornire strumenti di utilizzo immediato per diventare innanzitutto lettori consapevoli. Partendo dalla domanda "Cosa è una notizia?" abbiamo dialogato per arrivare a identificare meglio gli elementi base di un prodotto editoriale di taglio giornalistico. Successivamente, ho fornito ai ragazzi le coordinate per riconoscere una notizia nella loro realtà di questa esperienza. 

 

Questo perché, nel corso di questo anno scolastico, alcuni dei ragazzi scriveranno per la redazione de Lo Scarpone una serie di articoli su quanto di interessante incontreranno sul proprio cammino.

Due passi nella storia

Nel corso della seconda giornata ho percorso la tappa Imer-Sorriva insieme alla classe e ai loro accompagnatori, Cristiana, Pietro, Laura e Nicolò. Abbiamo camminato lungo la via dello Schenèr, partendo da Pontet. Oggi il cammino è per il turista una facile escursione tra Trentino e Veneto, ma per centinaia di anni - dal XII secolo fino al 1882- ha rappresentato un importante confine geografico, politico e commerciale tra il Tirolo e la Repubblica di Venezia. Era un tragitto impervio percorso a piedi, con merci trasportate principalmente a spalle (da qui il nome). E come per tutte le terre di confine, è stato anche terreno di scontro.

 

Per i ragazzi, ma anche per gli adulti, apprendere il significato di un confine passeggiandoci attraverso, rappresenta una forma di arricchimento culturale molto più efficace rispetto a una tradizionale lezione in aula. La fatica si unisce alla riflessione, l'ambiente disteso e salutare della montagna sono elementi che favoriscono il buonumore, stimolano l'attenzione o quanto meno la "presenza".

 

Pietro Moretta e la fortificazione

Grazie all'impegno dei professori/accompagnatori, le lezioni hanno spesso un taglio coinvolgente, dove l'elemento narrativo aiuta a sviluppare interesse. Nella fattispecie, a circa metà escursione (per un totale di 4 ore), Laura Ciaghi ha fatto fermare i ragazzi nei pressi dei resti del fortalitium di Schenèr. La gola dello Schenèr era infatti teatro continuo di scorribande di soldatesche mercenarie: banditi e contrabbandieri cercavano di penetrare nel feltrino o di esportare illegalmente merci preziose come legname e metalli dalle miniere del nord verso Venezia. 

 

Per controllare questo punto strategico, bloccare i contrabbandieri e difendersi dalle incursioni nemiche, la Repubblica di Venezia completò nel 1494 la costruzione di un avamposto militare che affidò a Pietro Moretta da Zorzoi, già capopopolo di Sovramonte che durante la guerra aveva respinto i tirolesi. Moretta venne insignito del titolo di capitano di Schenèr (una carica in realtà non troppo ambita tra i veneziani, che potevano godere di ben altre prospettive di carriera nella capitale), il quale ottenne ai suoi ordini una minuscola guarnigione, composta da quattro fanti e un servitore.


Oggi di quella fortificazione non rimane che una piccola traccia, ma sicuramente la storia, qui riassunta per sommi capi, può insegnare molto su un tema, quello dei confini, di estrema attualità.

 

Stare insieme significa anche trovare lo stesso passo

Insegnamenti quotidiani

La scuola in cammino di Strade maestre è anche questo, oltre ovviamente che educare i ragazzi all'autonomia e alla responsabilità. Gli studenti hanno zaini pesanti (una dozzina di chili) in cui però non ci sono solo libri, ma tutto quello che serve per affrontare la montagna. Di sera cucinano, quasi ogni notte dormono in un luogo diverso. Imparano sicuramente molto e avranno molto da raccontare.


Non vediamo l'ora di ascoltare le loro storie, prossimamente su Lo Scarpone.