Echinus geyser in attività - Foto Bryan Harry - NPS Yellowstone Digital Slide File - Wikimedia Commons, Public Domain
Echinus geyser - Foto James St. John - Wikimedia Commons, CC BY 2.0
Echinus geyser - Foto James St. John - Wikimedia Commons, CC BY 2.0
Un bisonte nei pressi dell'Echinus - Foto Yellowstone National Park - Wikimedia Commons, Public Domain
Echinus geyser - Foto James St. John - Wikimedia Commons, CC BY 2.0
Echinus geyser - Foto James St. John - Wikimedia Commons, CC BY 2.0Dopo sei anni di silenzio quasi assoluto, nuvole di vapore e acqua bollente sono tornati a sollevarsi da Echinus, il più grande geyser acido al mondo, nel Parco Nazionale di Yellowstone. A confermare la ripresa dell'attività eruttiva è l'osservatorio vulcanico dell’area protetta, parte del servizio geologico statunitense (USGS).
Sebbene un’eruzione improvvisa in una zona altamente turistica possa destare preoccupazione, i geologi rassicurano che l’evento non ha in sé nulla di allarmante. Si tratta di un fenomeno naturale, coerente con la storia geologica del Norris Geyser Basin, l'area termale più calda e dinamica del Parco.
Il geyser “riccio”
La particolarità di Echinus, che rende questo risveglio degno di nota, risiede nella sua chimica. Una eccezionalità che può essere compresa appieno solo avendo chiaro cosa è un geyser.
Al di sotto delle pozze che si possono ammirare in superficie, i geyser nascondono un intricato sistema idraulico naturale, fatto di fessure, camere e condotti sotterranei scavati nella roccia, attraverso cui l'acqua, derivante da precipitazioni o da fusione di ghiacci e nevi, filtra nel sottosuolo fino a incontrare rocce riscaldate dal magma. Qui, l'acqua raggiunge temperature ben superiori al punto di ebollizione ma, a causa dell'enorme pressione esercitata dalla colonna di liquido sovrastante, non si trasforma subito in vapore. Solo quando la pressione diventa insostenibile, una parte del liquido risale rapidamente verso l'alto, trasformandosi istantaneamente in vapore e trascinando con sé, in una violenta esplosione verticale, tutta l'acqua contenuta nei condotti.
Nella complessa geografia termale di Yellowstone, convivono tipologie differenti di geyser. I neutri o alcalini rappresentano la categoria più comune e tra questi spicca il celebre Old Faithful, un’icona indiscussa di Yellowstone che regala eruzioni estremamente puntuali. In questi casi, l'acqua ricca di silice crea depositi che sigillano perfettamente i condotti sotterranei, permettendo di raggiungere pressioni enormi e conseguenti intense esplosioni. Vi sono poi i geyser acidi, una rarità assoluta, poiché solitamente l'acqua acida tende a sgretolare le pareti del sistema idraulico sotterraneo, impedendo l'accumulo di pressione necessario per le esplosioni.
Come anticipato, Echinus è riconosciuto come il geyser acido più grande al mondo, in virtù delle dimensioni della sua pozza, che misura circa 20 metri di diametro. Ad assicurare la sopravvivenza del suo sistema idraulico è il pH lievemente acido delle acque, paragonabile a quello del comune succo d'arancia o dell'aceto.
Pur essendo un geyser acido, grazie al pH non estremamente basso, riesce a conservare nel tempo la sua struttura ed è in grado di generare fontane di acqua relativamente alte, con picchi che possono raggiungere e superare i 20 metri. Una cifra alquanto contenuta, se paragonata all’altezza media raggiunta con i suoi getti dal geyser detentore del record mondiale di altezza, che è il vicino Steamboat. Agevolato dalla sua natura chimica neutro-alcalina, lo Steamboat riesce a spingere le sue acque fino a 90 metri di altezza.
Lo stesso nome Echinus rimanda alla peculiare chimica del geyser, cui fu attribuito nel 1878 dal mineralogista Albert Charles Peale, colpito dalle formazioni rocciose che circondano la pozza, simili per forma agli aculei di un riccio di mare (Echinus esculentus).
Il risveglio dopo 6 anni di torpore
Attorno alla pozza di Echinus sono state installate piattaforme panoramiche e panchine, per consentire ai visitatori di ammirare i suoi spettacoli acquatici. Una scelta che, di fronte alla notizia di una riattivazione a seguito di 6 anni di silenzio, potrebbe risultare inadeguata. In realtà, decenni addietro, il geyser risultava molto più attivo di oggi.
Nel secolo scorso è rimasto pressocché dormiente fino al 1948, risvegliandosi solo occasionalmente per regalare qualche spettacolo eruttivo. Tra gli anni Settanta e Ottanta qualcosa è cambiato e il gigante acido è entrato in una fase di iperattività, con eruzioni così ritmiche – con intervalli tra i 40 e gli 80 minuti - da permettere ai ranger di prevederne gli orari. A seguire, il geyser è tornato nel suo stato di dormiveglia e l’attività eruttiva è diminuita, diventando rara a partire dagli anni Duemila.
Come riportato dall’Osservatorio vulcanico di Yellowstone, “nel 2010, è stato installato un sistema di monitoraggio della temperatura nel canale di efflusso del geyser Echinus per monitorare eventuali cambiamenti. I dati di tale sistema hanno registrato 15 eruzioni sporadiche tra ottobre 2010 e gennaio 2011. Successivamente, si sono verificate alcune eruzioni sporadiche, fino alla ripresa dell'attività del geyser nel 2017.”
Nell’ottobre del 2017, Echinus ha ripreso a dare spettacolo, con eruzioni corpose e frequenti, che hanno raggiunto intervalli di circa 2-3 ore. Superata la nuova fase di iperattività, è tornato in uno stato di quiete, interrotto da qualche eruzione sporadica, generalmente a inizio anno (gennaio 2018, gennaio 2019, dicembre 2020). “Poi silenzio. Finora”.
All'inizio di febbraio 2026, i sensori termici hanno iniziato a registrare picchi anomali di temperatura, che hanno preannunciato il ritorno all'attività. La prima vera eruzione dopo anni di quiete è avvenuta il 7 febbraio, seguita da una serie di getti a intervalli regolari che hanno riacceso l'interesse degli esperti.
A metà febbraio l'attività si è intensificata con esplosioni ogni 2-5 ore, con fontane capaci di raggiungere altezze comprese tra i 6 e i 10 metri. Si tratta di fenomeni caratterizzati da una breve durata ma da una forte intensità, con un abbassamento drastico del livello delle acque nella pozza nell'arco di qualche minuto, seguito da circa un'ora di “ricarica” perché il livello torni alla normalità.
Attualmente l'attività sembra ricalcare quella osservata nel 2017, con un'improvvisa esplosione di energia destinata forse a esaurirsi in breve tempo. A fine febbraio i sensori hanno mostrato un rallentamento che potrebbe confermare tale ipotesi ma, come commentano gli esperti dell’Osservatorio, “il cambiamento è una costante al Norris Geyser Basin, quindi forse lo spettacolo continuerà fino all'estate! Incrociamo le dita”. Se l'attività dovesse proseguire, le panchine del geyser Echinus torneranno così a essere un palcoscenico privilegiato per osservare quello che è a tutti gli effetti uno tra i fenomeni più rari del Pianeta.