Essere giovani nel Cai

Alla vigilia del primo “Camp Giovane Cai”, abbiamo raccolto cinque testimonianze di Soci sotto i 40 anni, che hanno ribadito l'importanza di puntare sui giovani per coinvolgere altri giovani nelle attività del Club alpino italiano

From Florence to Mont Balnc Salita

Lungo la Via normale italiana del Monte Bianco © Francesco Tomé

È alle porte il “Camp Giovane Cai Apuane 2022”, che si terrà dal 29 ottobre al primo novembre a Seravezza e a Minazzana, in provincia di Lucca. Saranno quattro giorni dedicati a un tema sempre più sentito all’interno del Club alpino italiano, ossia la valorizzazione del ruolo e del potenziale dei Soci e delle Socie sotto i 40 anni al fine di rendere il Sodalizio più attrattivo nei confronti delle giovani generazioni.

Come affermato dal Presidente generale Antonio Montani, infatti, è necessario ringiovanire la classe dirigente del Club alpino, in modo da attuare vere politiche giovanili, con linguaggi, iniziative e idee adatte.

Crescere all’interno del Club alpino italiano

Relativamente a questo tema, abbiamo raccolto testimonianze e pensieri direttamente dalla voce di cinque giovani Soci e Socie.

«Essere giovane nel Cai significa avere la possibilità di venire accompagnati in un percorso alla scoperta e alla valorizzazione della montagna da parte di persone più esperte. Penso che sia molto importante per il nostro Sodalizio riuscire a trovare i modi migliori per continuare a coinvolgere sempre di più i soci e le socie più giovani». A parlare è Stefano Morcelli, vicesegretario del Consiglio direttivo del Cai Valtellinese di Sondrio e Istruttore qualificato della Scuola di alpinismo e scialpinismo Luigi Bombardieri. «Una migliore attenzione, un miglior coinvolgimento dei giovani e delle giovani è assolutamente necessario per costruire una generazione di nuovi frequentatori e nuove frequentatrici della montagna che sappiano amare profondamente quello che i territori montani hanno da offrire».

Simona De Rosa, Accompagnatore di escursionismo iscritta alla Sezione di Potenza, conferma come il Cai le abbia dato la possibilità di formarsi, di conoscere la montagna, di studiarla e, soprattutto, di trasmettere le conoscenze acquisite ad altre persone.

«Sono proprio questi gli elementi più belli che il Club alpino può regalare alle generazioni più giovani. La montagna è davvero una maestra di vita, è un mondo appassionante e coinvolgente che insegna ad affrontare tante situazioni, a guardarsi dentro, ad affrontare le proprie paure. E questo i giovani possono riproporlo nella propria vita quotidiana. Perciò penso che il Cai debba impegnarsi per avvicinarli sempre di più all’interno delle Sezioni, per far sì che possano crescere grazie alla conoscenza delle Terre alte».

Florence Mont Blanc Vetta monte bianco

Francesco Bruschi e Francesco Tomé in vetta al Monte Bianco © From Florence to Mont Blanc

Una nuova generazione di alpinisti

Nelle testimonianze che abbiamo raccolto, non manca chi vede nel Cai un grande potenziale per accompagnare ancora di più i ragazzi e le ragazze nelle prime esperienze alpinistiche e scialpinistiche.

«Ho 19 anni e spero un domani di riuscire a diventare un alpinista», confida Francesco Bruschi, iscritto al Cai dal 2012, quando aveva dieci anni. Da lì è cominciato un percorso che «mi ha portato a essere quello che sono, grazie a delle figure straordinarie, gli Accompagnatori di Alpinismo giovanile, che prima ancora di essere dei maestri in montagna sono stati davvero per me dei maestri di vita».

Oggi Francesco si definisce un “ragazzetto” con la passione per la montagna, «che è riuscito a togliersi qualche soddisfazione vivendo qualche piccola, grande avventura». Il diciannovenne toscano è convinto che non manchino i giovani in grado di vedere, quando sono in montagna, vie nascoste tra le guglie di roccia o di ghiaccio.

«Il Club alpino italiano si deve fare proprio carico e culla di quella che è una grande passione. Penso che l’alpinismo debba essere rimesso al centro delle attività delle Sezioni. È un onere e un onore per il Club alpino italiano riuscire a far sì che nelle proprie fila si crei una nuova generazione di alpinisti».

Sulla stessa lunghezza d’onda Brigitta Faverio, Socia della Sezione di Menaggio, in procinto di iniziare l’iter formativo per diventare Istruttore sezionale di scialpinismo.

«Per me essere giovane nel Cai, soprattutto nelle Sezioni più piccole come la mia, significa fare gruppo e portare avanti la tradizione della Scuola nazionale di alpinismo e scialpinismo. Quindi vuol dire doversi mettere in gioco per non far morire una tradizione che dura da tanti anni, in grado di coinvolgere sempre più persone per godere la montagna in sicurezza e in compagnia».

Giovani che si rivolgono ad altri giovani

Concludiamo questa breve carrellata con le parole di Gianluca Ragone, trentenne Accompagnatore di escursionismo della Sezione di Prato.

«Il Cai insegna molto, in Sezione si impara, si dà e si riceve. Io ho deciso di prendere il titolo di Accompagnatore proprio perché voglio tramettere ai Soci più giovani di me quello che la Sezione e gli altri soci mi stanno dando in questi anni».

Anche Gianluca è convinto che la montagna insegni la pazienza, la fatica e il sacrificio per raggiungere un obiettivo, ma anche a progettare e a programmare un’avventura. Tutti insegnamenti utili anche nella vita di tutti i giorni, specialmente per i giovani.

«Il Cai dovrebbe cercare di trovare attività intriganti che risultino attraenti per i nuovi Soci più giovani. E quindi dobbiamo essere noi Accompagnatori e Istruttori della nuova generazione a trovare questo tipo di attività, perché i giovani vogliono i giovani. Il Cai ha bisogno di essere moderno, ha bisogno di essere al passo con i tempi e questo lo può fare solo attraverso i giovani».

CAMP GIOVANE CAI

I tavoli di lavoro del “Camp Giovane Cai Apuane 2022”

I partecipanti al “Camp Giovane Cai Apuane 2022” si suddivideranno in otto tavoli di lavoro. L’intenzione del team organizzativo è di riuscire a mantenere attivi i tavoli anche dopo l’incontro, permettendo anche l’aggiungersi nel tempo di altri giovani under 40 interessati alla specifica tematica. L’idea è che i giovani propongano in autonomia idee per se stessi, costruendo allo stesso tempo una rete territoriale di relazioni attive. Le aree tematiche dei tavoli di lavoro con il relativo link per iscriversi sono i seguenti:

Ambiente: idee e iniziative per una politica ambientale del sodalizio (clicca qui per iscriverti).
Attività: attività outdoor e indoor del Club alpino italiano (clicca qui per iscriverti).
Vita di sezione/politiche sociali: il ruolo del giovane (clicca qui per iscriverti).
Comunicazione: New media, contenuti e content creator (clicca qui per iscriverti).
Cultura: giornalismo, editoria, cinematografia e teatro. L’interesse del giovane e l’apporto costruttivo delle proprie competenze (clicca qui per iscriverti).
Informatizzazione: innovazione tecnologica (clicca qui per iscriverti).
Scuole: attività del sodalizio all’interno dei poli scolastici, la figura del giovane attira giovani? (clicca qui per iscriverti).
Socializzazione: scambio tra i giovani dentro e fuori dal Cai.