“Fratelli si diventa”, la presentazione del film omaggio a Walter Bonatti

Al centro del documentario, il ritratto dell'uomo simbolo dell’alpinismo, delineato da Reinhold Messner, che ha raccolto il testimone di Bonatti sulle montagne più alte della terra

Un momento della presentazione del film. A sinistra Messner, al centro Filippini a destra Barmasse © Pamela Lainati

Fratelli si diventa. Omaggio a Walter Bonatti, l’uomo del Monte Bianco” è un film di Alessandro Filippini e Fredo Valla. Al centro, il ritratto del personaggio simbolo dell’alpinismo mondiale, delineato da Reinhold Messner, che ha raccolto il testimone di Bonatti sulle montagne più alte della terra, in un’ideale staffetta fra due generazioni.

I due alpinisti sono legati da un rapporto profondo e non privo di dissapori. Nel documentario si confrontano in un faccia a faccia serrato, condividendo la loro visione dell’alpinismo e dell’avventura, “scoprendosi appunto fratelli”. Nel film vengono ripercorse alcune delle più importanti imprese di Bonatti (la solitaria alla nord del Cervino e al Dru, la via aperta con Ghigo al Gran Capucin, il Pilier d’Angle e il tentativo al Pilone Centrale del Freney), a partire da quella sul K2 e sul Gasherbrum IV, testimoniate dalle immagini dei film “Italia K2” di Marcello Baldi e “G-IV. Montagna di luce” di Renato Cepparo, rese disponibili grazie alla Cineteca del Cai.

Un momento del firmacopie del libro di Messner “Assassinio dell’impossibile” © Pamela Lainati

La presentazione in anteprima

Lo scorso 28 agosto 2021, l’opera è stata presentata in anteprima mondiale al Pavillon della Skyway del Monte Bianco. All’evento hanno partecipato lo stesso Filippini,  – Reinhold Messner – e Hervé Barmasse, che ha condotto la presentazione.  In platea, tra gli altri, il Presidente generale del Club alpino italiano Vincenzo Torti, il Presidente del Cai Valle d’Aosta Piermauro Reboulaz, insieme alle giovani guide alpine di Courmayeur e a una delegazione delle guide del Cervino.

 

Dialogo tra alpinisti

Il film è diviso in due parti: nella prima compaiono Messner, Bonatti e Riccardo Cassin a casa di quest’ultimo per festeggiarne i 100 anni. Nella seconda, è ripreso il dialogo fra Messner e Bonatti, in occasione delle celebrazioni dei 50 anni dalla salita del nella casa di Dubino di quest’ultimo, in occasione delle celebrazioni dei 50 anni dalla prima salita al Gasherbrum 4 (1958-2008).

«Molto emozionante questo dialogo in cui si toccano le ragioni profonde dell’alpinismo nella sua dimensione più umana e culturale, vera e propria forma di esplorazione di se stessi, innanzitutto, il senso dell’avventura intesa come un andare verso l’ignoto con curiosità ma anche paura. Paura, che è un sentimento fondamentale, fondamento stesso del coraggio», ha commentato Pamela Lainati, della Cineteca del Cai, presente all’evento.

«Ancora attualissime le affermazioni sull’animalità insita nell’uomo, che invece sta perdendo il senso della sua ricerca, delle sue origini e soprattutto del suo scopo, sempre più irrigidito in schemi fissi che vanno bene per ogni stagione, ma di fatto disumanizzati e disumanizzanti», continua.

«Io e Walter ci siamo incontrati emozionalmente già negli anni ’70, poi però siamo entrati in contrasto per colpa di qualcosa che non era nelle nostre teste, ma di altri. Poi ci siamo riuniti, spiega Messner, perché gli alpinisti hanno lo stesso sentimento per la montagna, la stessa sensibilità. È importante che i giovani si ricordino che l’alpinismo tradizionale è un’altra cosa, non bisogna dimenticarlo. Non è la gara di arrampicata che abbiamo visto alle Olimpiadi, quella non c’entra niente con l’alpinismo. Anche se è difficile difenderlo, perché è pericoloso. Però gli alpinisti non vanno in montagna per morire, ma per imparare l’arte di non morire nonostante l’asperità del luogo», continua ancora.

Da sinistra a destra, Filippini, Messner, Torti, Barmasse © Pamela Lainati

Intervenuto durante la presentazione, il Presidente Generale del Cai Vincenzo Torti ha ricordato gli sforzi fatti dal Club Alpino italiano per affrontare e chiarire definitivamente il ruolo di Walter Bonatti nell’ascensione del K2. In particolare, ha ricordato la figura di Luigi Zanzi, uno dei tre saggi, con Fosco Maraini e Alberto Monticone, incaricati dal Cai per ricostruire la prima salita al K2, intorno a cui nacquero le note polemiche che per 54 anni opposero Bonatti al Club alpino, spaccando in due il mondo alpinistico.

Il Presidente ha poi invitato tutti in sede centrale, a Milano, per vedere il quadro di Alessandro Giorgetta che ritrae il G-IV, opera che svetta nella stanza della Presidenza Generale. L’opera è stata comprata l’anno scorso e ad impreziosirla sono le firme di Messner, Bonatti e Cassin sul retro della tela, come ha mostrato agli eredi di Giuseppe Oberto, membro della spedizione del ‘58, quando sono andati a trovarlo.