Gara di Enduro sul Monte Sporno (Pr), il no di Cai e Italia Nostra

La sezione di Parma del Club alpino italiano e l’associazione Italia Nostra Emilia-Romagna esprimono contrarietà in merito alla competizione motociclistica: «Come ferire un territorio»

Monte Sporno, Parma

Una veduta del Monte Sporno (Pr) © Wikipedia

L’hanno scritto chiaro e tondo in una nota congiunta al Comune di Langhirano, all’Unione dei Comuni Appennino Parma Est e alla Riserva MAB Unesco dell’Appennino Tosco-emiliano:

«La gara di Campionato Italiano di Enduro prevista il 24 ottobre a Langhirano, nel parmense, è una iniziativa che aggiunge ferite ad un ambiente già fragile che necessiterebbe invece di tutela, un evento che può fungere da volano per ulteriori frequentazioni motoristiche dell’area».

Il grido dall’allarme è stato lanciato dalla sezione di Parma del Club alpino italiano e dall’associazione Italia Nostra Emilia-Romagna, che protestano in quanto il tracciato della competizione motociclistica si snoderà sulle pendici nord orientali di Monte Corno, su quelle meridionali di Monte Sporno interessando poi in modo significativo tutto il Monte Fornicara, con tre ripetizioni del circuito.

«L’area di Monte Sporno è un territorio tutelato a livello paesaggistico da più di trent’anni grazie alla legge Galasso (1985) che ha istituito l’Area tutelata dei monti Bosso e Sporno, peraltro interamente compresa nella Riserva MaB Unesco dell’Appennino Tosco-emiliano. Si tratta di un territorio di interesse ambientale – paesaggistico meritevole di tutela, ma fragile anche perché spesso sottoposto a modalità di frequentazione (moto enduro, quad, ecc.) invasive».

Organizzare una manifestazione di questo tipo ha un notevole impatto sullo stato dei sentieri e su altre attività umane, ma soprattutto costituisce un precedente per ulteriori frequentazioni motoristiche, contribuendo a caratterizzare l’area a questa vocazione. Un territorio già offeso ha bisogno di recupero e protezione e non di ulteriori ferite che accelerino il carattere di irreversibilità ai danni già esistenti.

Il CAI e Italia Nostra ritengono che la frequentazione dei sentieri con mezzi motorizzati sia completamente estranea ad una visione eco-sostenibile del territorio e ad una nascente vocazione in tal senso di questa area, con il graduale sviluppo di un “escursionismo di prossimità” e con la recente promozione della Via Longobarda.

Ricordiamo che, già al momento del riconoscimento di status di area MAB, era stato sottolineato dall’UNESCO come fosse necessario evitare ulteriori usi impropri dei sentieri e delle strade bianche e, a maggior ragione, di passaggi motoristici fuori sentiero (come talvolta avviene nei prati adiacenti alle strade).

«È auspicabile – conclude il comunicato congiunto di Cai e Italia Nostra – che attività sportive come l’enduro siano praticate al di fuori di aree protette o tutelate e che, più in generale, vengano adottati provvedimenti di protezione della rete sentieristica dai mezzi motorizzati ricorrendo agli strumenti forniti anche dall’attuale legge regionale in materia».