Ho incontrato l’amica Natura

Il ritorno a camminare nel Parco nazionale della Maiella. Riflessioni con le ciaspole ai piedi e un dialogo immaginario sulla necessità di tutelare l'ambiente

Panorama dal Rifugio Pomilio

Un socio della Sezione Cai di Chieti, Luciano Pellegrini, racconta il suo ritorno in montagna dopo lo stop forzato dalla restrizioni anti-covid. Ecco le sue riflessioni dopo l’attesa giornata trascorsa sulle Terre alte.

L’incontro con la natura del Parco nazionale della Maiella

Nei mesi di gennaio e febbraio 2020, per assenza di neve ho fatto solo tre escursioni, l’ultima il nove febbraio, poi dal primo marzo al 5 maggio il lockdown per due mesi, che ci ha obbligati a restare a casa, per la pandemia da Covid. In quei due mesi è caduta tanta neve, vedevo le montagne innevate, c’era tanta voglia di andarci, ma… non era possibile. Ieri, 3 febbraio 2021 ho approfittato della bella giornata, per andare a ciaspolare, anche se c’era poca neve sino ai 1650 metri. Sono partito dalla località sciistica Mamma Rosa (1650 m), Parco Nazionale Maiella. Emozionato, ho calzato le racchette da neve, ho iniziato a ciaspolare, ma… una voce, mi ha fatto sobbalzare.

«Ciao Luciano, piacere di rivederti». «Chi sei?». «Mi chiamo Natura!». «Felice di incontrarti, mi fai compagnia?». «Certamente sì, voglio farti alcune domande, so che cerchi di difendermi, ma purtroppo sto morendo, ho troppe ferite». «È vero cara amica, la maggioranza delle persone non ti rispetta, ci troviamo in piena emergenza climatica. La società mondiale va verso l’autoestinzione, ha scelto l’ecocidio del pianeta». «Lo so Luciano, purtroppo è il consumismo che conduce all’autoestinzione e non potrà mai andare d’accordo con l’ambiente».

Anche papa Francesco cerca di difendermi con la sua enciclica Laudato Si. Ha cercato di sensibilizzare i potenti della terra, con scarso risultato, ha parlato di peccato ecologico («La natura è per l’uomo e l’uomo è per Dio»). Anche il biologo Edward O. Wilson, da sempre interessato al rapporto tra l’uomo, l’ambiente e le altre specie animali, ha proposto una soluzione radicale, che è proporzionale alla gravità del problema che abbiamo di fronte. «Bisogna riservare metà del pianeta a noi e metà a un’immensa e inviolabile riserva naturale, per milioni di specie animali e vegetali».

Rifugio Pomilio

Il Rifugio Pomilio

Riflessioni al rifugio Pomilio

Lentamente, pensieroso, riflettendo come poter dare speranza a questa amica sofferente, sono arrivato al rifugio Pomilio (1890 m) e, affacciandomi al terrazzo panoramico, ho guardato i tanti paesi e il mare Adriatico. Un venticello frizzante mi ha convinto a tornare indietro. Essendo l’amica Natura una persona saggia, mi ha fatto notare i tralicci e le tante antenne che accerchiano il rifugio, danneggiando il panorama.
L’ho confortata, quasi quasi giustificando la scelta, perché questa aggressione la impone la tecnologia. Non l’ho convinta e mi ha elencato tante altre ferite. Per esempio, i progetti di innevamento artificiale, a quote che iniziano a circa 1300 metri.

«Hai ragione, amica Natura. Considerando che in quasi tutto il pianeta, per assenza di neve a quella quota, ci sono stazioni sciistiche non più funzionanti, perché si cerca ancora di spendere soldi per questa scelta perdente?». «Io, caro Luciano, penso al turismo lento, con passeggiate, riscoprendo la cultura locale, paesaggistica e gastronomica del luogo. Vorrei aiutare l’uomo, ma non ha capito che ha bisogno di me per la sua sopravvivenza. Pensi che la mia idea è impossibile da realizzare?». «No! Sono pienamente d’accordo con te».

Maiella Panorama

Panorama dalla Parco nazionale della Maiella © Luciano Pellegrini

L’insegnamento di una bambina

Purtroppo sono arrivato alla vettura. Avrei seguitato a parlare con lei ancora per ore. L’ho sentita molto offesa e, per farle coraggio, le ho raccontato di un incontro avuto con una bambina di sette anni, Giada, nipote di un amico. Mentre parlavamo della montagna, educatamente è intervenuta nel discorso, con questa sua riflessione:

«La natura è fragile e delicata, si rovina e si danneggia facilmente. Per questo motivo deve essere trattata con cura».

Che insegnamento!

«Cara amica, anche nel mio pessimismo, sono certo che i giovani guariranno le tue ferite, impegnandosi per il cambiamento e nel rispettarti. Ciao con un abbraccio virtuale».

Distanza A/R 4 Km
Dislivello 250 metri
Tempo 2 ore e 30 minuti
Difficoltà EAI (escursionismo in ambiente innevato)

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