I Ragni di Lecco ricordano la salita della parete ovest del Cerro Torre

Il 13 gennaio del 1974 i Ragni Casimiro Ferrari, Mario Conti, Pino Negri e Daniele Chiappa raggiunsero la vetta del Cerro Torre

Un’immagine tratta dal sito web ufficiale dei Ragni di Lecco © Ragni di Lecco

«Il 13 gennaio del 1974 i Ragni Casimiro Ferrari, Mario Conti, Pino Negri e Daniele Chiappa raggiunsero la vetta del Cerro Torre dopo aver completato la prima salita assoluta della parete Ovest, lungo quella che all’epoca era probabilmente la via di ghiaccio e misto tecnicamente più difficile del mondo e che ancora oggi è di sicuro una delle più belle e impegnative», scrivono i ragni di Lecco in un post dedicato al ricordo della conquista della sommità della vetta patagonica.

Insieme ai 4 scalatori, era presente anche una squadra composta da 12 alpinisti: Gigi Alippi, Pierlorenzo Acquistapace, Claudio Corti, Giuseppe Lafranconi, Mimmo Lanzetta, Sandro Liati, Ernesto Panzeri e Angelo Zoia. 

«Un capolavoro dell’alpinismo di gruppo», scrivono i maglioni rossi. Per più di due mesi, i ragni provarono a scalare il lato ghiacciato della parete ovest. Dopo settimane di tentativi, due cordate, rispettivamente formate da Conti e Ferrari, la prima, e da Chiappa e Negri, la seconda, arrivarono sulla vetta. Erano le 17.45 del 13 gennaio 1974.

«Dietro di loro settimane di assedio trascorse fra le incredibili architetture di ghiaccio della montagna. Con loro tutta la la forza e la dedizione dei compagni che avevano condiviso i rischi e le fatiche dell’impresa. Era in gran parte merito di quei compagni se in quel momento i quattro hombres de la cumbre si trovavano li», continuano i Ragni.

«Nel momento più drammatico, quando le scorte di cibo erano ormai esaurite, otto di loro avevano accettato di scendere dalla montagna, rinunciando alla legittima aspirazione a toccare la vetta, pur di consentire alle due cordate di punta di restare ancora qualche giorno in parete, nell’ultima disperata attesa di un’attenuazione del maltempo che consentisse di fare il balzo finale», concludono.