La meraviglia nascosta della Grotta dei Mulini

In Veneto, grazie all’impiego degli speleosubacquei del Cai, sono stati rinvenuti una serie di reperti fossili risalenti a 35 milioni di anni fa

Un’immagine del servizio del Tgr Veneto © Tgr Veneto

Pubblichiamo il contributo di Franco “Ike” Aichino, membro della Commissione centrale di speleologia e torrentismo e Istruttore nazionale di torrentismo e speleologia

Sui monti Berici l’impegno e la volontà degli speleologi del Cai delle sezioni di Schio e di Vicenza hanno permesso di scoprire un piccolo tesoro.

Nel Comune di Alonte (VI) in Veneto, c’è una cavità che da sempre ha attirato l’interesse degli esploratori sotterranei , la grotta dei Mulini. Le esplorazioni della galleria iniziale risalgono agli anni 40 e furono interrotte d’innanzi ad un sifone.

Il superamento di un passaggio chiave

Solo recentemente è stato possibile grazie all’impiego degli speleosubacquei del Cai, superare questo passaggio chiave che da decenni ha bloccato ogni possibilità di avanzare con l’esplorazione. Oltre, gli esploratori hanno trovato non solo nuovi passaggi e concrezioni a premiare i loro sforzi ma, una serie di reperti fossili risalenti a 35 milioni di anni fa. I fossili prevalentemente di animali marini, oggi allo studio presso il museo di archeologia e scienze naturali “G.Zannato” di Montecchio Maggiore (VI), mostrano dunque un paesaggio completamente diverso cosi come, una popolazione faunistica completamente differente da quella a cui oggi siamo abituati in Veneto.

Sul tema, il Telegiornale regionale del Veneto ha dedicato un servizio disponibile qui