Il libro “La via incantata” di Marco Albino Ferrari diventa un documentario

Un documentario Sky Original - tratto dall'omonimo libro "La via incantata" - diretto da Francesco Fei e realizzato da Apnea Film, con il Patrocinio del Parco Nazionale della Val Grande e del Club Alpino Italiano, in onda il 27 dicembre alle 21.15 su Sky Nature e in streaming su NOW

La via Incantata

La locandina del documentario tratto dall’omonimo libro di Marco Albino Ferrari

Parole scritte che diventano poesia visiva sui valori dell’esistenza. Una produzione realizzata con una piccola troupe, per interferire al minimo con un luogo magico e misterioso: una zona unica al mondo dove la natura regna sovrana. Una regia sublime, ma invisibile, che traspone sullo schermo l’opera omonima dello scrittore e grande conoscitore della montagna Marco Albino Ferrari. É il documentario “La via incantata”, firmato Sky Original, diretto da Francesco Fei e realizzato da Apnea Film, con il patrocinio del Parco Nazionale della Val Grande e del Club Alpino Italiano, in onda il 27 dicembre alle 21.15 su Sky Nature e in streaming su NOW.

“La via incantata – Nella natura, dove si basta a sé stessi”

Il libro di Marco Albino Ferrari (disponibile su store.cai.it), edito da Ponte alle Grazie in collaborazione con il Club alpino italiano, racconta il viaggio dell’autore lungo i passi che percorre lungo il sentiero Bove, in Val Grande. Un’escursione impegnativa nell’area wilderness più grande d’Italia a un’ora da Milano. Un luogo abbandonato, senza strade, senza insediamenti permanenti, dove rari sono i rifugi e i telefoni non prendono. Gli unici suoni udibili sono quelli della vegetazione e degli animali, la cui voce arriva da lontano, come lontana rieccheggia la civiltà alpina che abitava questi paesaggi, ma che se ne andò, lasciando solo sparute tracce, archeologie industriali che si perdono nella natura stessa. Perché in Val Grande ci si può perdere, non solo fisicamente, ma spiritualmente ed emotivamente.

Sul Sentiero Bove, che è considerato la prima via ferrata realizzata nelle Alpi, emergono le riflessioni sulle istanze romantiche della wilderness e l’incontro di Marco Albino Ferrari con alcuni ambientalisti che, a partire dagli anni Ottanta, hanno eletto la Val Grande a privato ed esclusivo santuario naturale. A intrecciarsi con la descrizione dei luoghi compare una seconda linea narrativa: la storia di Giacomo Bove, giovane esploratore italiano, che si è tolto la vita a soli trentacinque anni. Il libro prende le mosse da questo misterioso suicidio, dal ritrovamento del cadavere e racconta come è avvenuta la decisione da parte del Club alpino italiano di dedicare a lui un sentiero così ardito. Vengono riprese le avventure di Bove in Patagonia, in Congo e sugli oceani, immergendosi nel clima di quella fin de sècle intrisa di fiducia nel futuro, in cui transitano scrittori (Salgari e De Amicis) e si esplorano le Alpi sotto la guida morale del Cai, che promuove una particolare attribuzione di senso all’estetica delle montagne e dell’alpinismo.

La via incantata di Marco Albino Ferrari

La Val Grande raccontata da Marco Albino Ferrari diventa un documentario in onda il 27 dicembre su Sky Nature

Dalle pagine al film

La Val Grande non è un Parco “strutturato”, “addomesticato”, la Val Grande rappresenta una sfida, che pochi hanno il coraggio di affrontare, prima di tutto con se stessi.
Fra coloro che hanno accettato questa sfida, narrata dal documentario “La via incantata” ci sono lo scrittore Marco Albino Ferrari e Tim Shaw, guida alpina, protagonisti della spedizione che scorre cadenzata dai ritmi della vita di Serena, una ventenne che ha deciso di non abbandonare la Valle ma di vivere e lavorare in questo territorio nel rispetto della sua natura e della sua wilderness. Una vita che ci riporta a un lontano passato con testimonianze fotografiche dei luoghi e dei suoi abitanti che si fondono con l’oggi.

Il documentario è realistico e al tempo stesso ricercato nell’impatto formale e visivo. La macchina da presa, infatti, accompagna la narrazione con movimenti fluidi e parallelamente, partecipando in maniera attiva con i suoi movimenti all’azione dei personaggi. Il senso panico della natura è raccontato soprattutto dal fluire dei movimenti di macchina, coerenti con il rispetto agli elementi della natura, i cambiamenti atmosferici e gli animali presenti: la natura nella sua complessità, esperienza e memoria, che è un tutt’uno con il racconto.
Il realismo che permette tutto il documentario vede il racconto dell’esperienza che si trovano a vivere i personaggi in uno spazio temporale definito, che poi si dilata nel finale per diventare una narrazione su un luogo, sul suo abbandono, sulla speranza, su una via incantata in cui a vincere è e sarà sempre la Natura.

 

Sky Original LA VIA INCANTATA Trailer from Apnea Film on Vimeo.