Sul Gran Sasso per testare le strumentazioni per il Polo Nord

A metà dicembre, l’università de La Sapienza ha avviato un test per alcune strumentazioni da installare nel circolo polare artico per monitorare il comportamento ed adattamento animale agli ambienti estremi

La piana di campo pericoli © Università La Sapienza

Il massiccio del Gran Sasso si distingue per le sue condizioni meteo – climatiche particolari. In alcuni casi anche estreme. Condizioni dovute alla particolare posizione geografica del massiccio. Insomma, un luogo idoneo per la sperimentazioni in ambienti polari. Per questo motivo, a metà dicembre, l’università de La Sapienza ha avviato un test per alcune strumentazioni da installare nel circolo polare artico per monitorare la biologia del comportamento ed adattamento animale agli ambienti estremi

Un’idea non nuova che in precedenza era stata adottata anche dal personale dell’Osservatorio Astronomico d’Abruzzo prima di una missione in Antartide. La prossima estate, nel corso della campagna artica 2021 del CNR, il Prof. Vittorio Pasquali installerà dei nuovi sistemi di monitoraggio sviluppati insieme al collega Prof. Fabio Leccese e Marco Cagnetti del Dipartimento di Scienze dell’Università degli Studi “Roma Tre”; sistemi che, diversamente dai precedenti, dovranno operare in posizioni remote e saranno esposti al rigido clima artico.

La strumentazione a Campo Pericoli

Proprio per questa ragione lo scorso autunno, con l’autorizzazione del Direttore dell’Ente Parco Gran Sasso e Monti della Laga e sotto la vigilanza e supervisione del Reparto Carabinieri Parco al comando del Ten. Col. Carlo Console, è stata avviata l’attività per installare uno degli apparati da collocare successivamente in Artico. Il luogo scelto per testare la strumentazione è stato la piana di Campo Pericoli, nei dintorni del Rifugio Garibaldi, che è stata ritenuta idonea proprio per le condizioni climatiche. L’operazione ha avuto il supporto del Cai L’Aquila e dei Carabinieri Forestali.

 

Al lavoro sulla strumentazione © Università La Sapienza

Come le isole Svalbard, ma sopra il livello del mare

Il Gran Sasso si distingue da tutti gli altri massicci per il periodo particolarmente lungo di copertura nevosa che alle alte quote permane per molti mesi l’anno; non a caso vi si trova il più meridionale dei ghiacciai d’Europa, il Calderone. Un’altra caratteristica che contraddistingue il massiccio sono i venti, ancora una volta è il tipo di esposizione a condizionare questi fenomeni. I venti, costantemente presenti, sono spesso di forte intensità sino a picchi veramente estremi come nel gennaio del 2019 quando furono registrate raffiche di circa 250 km/h.

Per trovare condizioni simili ma al livello del mare, dobbiamo spostarci a Nord, nell’Artico, appunto: temperature medie comprese fra -12° e +4°C, copertura nevosa per 10 mesi l’anno, costante presenza di vento spesso intenso e con raffiche oltre i 130 km/h. Come ad esempio, Ny-Alesund alle Isole Svalbard, un avamposto dove sono presenti le basi scientifiche di 11 nazioni.