Linea 7000, in viaggio nei parchi nazionali d’Abruzzo

il progetto del camminatore Gian Luca Gasca, si sposta in Abruzzo per percorrere i tratti del Sentiero Italia CAI che attraversano i parchi nazionali della regione

Gasca ai piedi del Gran Sasso © Vito De Laurentis

Dal Parco del Pollino al parco nazionale del Gran Sasso e del monti della Laga, della Maiella e infine al parco nazionale d’Abruzzo e Molise. Linea 7000, il progetto del camminatore Gian Luca Gasca, si sposta in Abruzzo per percorrere i tratti del Sentiero Italia CAI che attraversano i parchi nazionali della regione. Come ogni volta, si è spostato con i mezzi pubblici. Prodotto da Club alpino italiano e Sentiero Italia CAI, il video è disponibile sul canale YouTube e sulla pagina Facebook del Sodalizio.

Per il suo viaggio, Gian Luca è partito da Roma, dove ha preso il treno per Avezzano per poi raggiungere Pescasseroli, con un autobus. Qui, nel parco nazionale d’Abruzzo e Molise, lo aspetta Filippo Thiery, meteorologo d’alta quota. «Questo parco vede esplodere in maniera incredibile la componente della selvaticità. Basta fare pochi passi, per sperimentare la natura selvaggia ai massimi livelli. Si pensi all’orso Marsicano ad esempio», spiega Thiery.

La Maiella, nello sfondo

Da Pescasseroli a Barrea, qui Gasca incontra Andrea De Angelis, guida di media montagna. «Da qui si aprono i punti di accesso verso alcuni dei luoghi più belli del parco nazionale di Abruzzo e Molise: i monti della Meta, dove si conserva un gruppo di camosci molto numeroso. Allo stesso tempo, è un posto cruciale per la conservazione dell’orso bruno, del lupo e dell’aquila reale». Da Barrea, con due autobus, Gasca raggiunge Sulmona ai Piedi della Majella. Nel massiccio si snodano i sentieri di libertà, dei tracciati che ripercorrono strade sterrate e facili mulattiere che furono utilizzate sul finire della II Guerra Mondiale, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Una parte di questi sentieri coincide con alcuni tratti del Sentiero Italia CAI. Infine, Gasca raggiunge l’Aquila, che tenta ancora di riprendersi dalle ferite che hanno colpito il capoluogo abruzzese. Una città che non è solo il simbolo dell’Abruzzo ma anche della rinascita di un territorio.