Al Rifugio Calderari, la transumanza si racconta con suoni e voci

C.A.I. SEZ. FROSINONE

Le radici pastorali raccontate attraverso i suoni, le tradizioni e la cucina. Al Rifugio Calderari di Campocatino, la giornata “Suoni e voci della transumanza” ha riunito numerosi soci per il secondo appuntamento del progetto Rifugi di Cultura 2026.

Il filo conduttore dell’incontro è stato la ricerca applicata al patrimonio della cultura pastorale: un’occasione per avvicinarsi alle conoscenze e alle espressioni che ne custodiscono la memoria, dall’esperienza dell’ascolto alle tradizioni gastronomiche.

Dalla ricerca alla musica popolare

Gli interventi della dottoressa Sara Catallo e dell’etnomusicologa Giuseppina Colicci hanno accompagnato la parte di approfondimento della giornata. A seguire, il gruppo I Trillanti ha portato al rifugio il proprio repertorio di musica popolare, con un’esibizione accolta da lunghi applausi.

Parole e musica hanno così scandito un appuntamento nel quale la conoscenza delle tradizioni si è affiancata al piacere di ritrovarsi e condividere l’esperienza.

Il contributo dei soci di Frosinone

La giornata è stata resa possibile dall’impegno dei soci della Sezione CAI di Frosinone, ai quali è andato il ringraziamento per il lavoro svolto.

Con questo incontro il Rifugio Calderari ha ospitato anche un momento di conoscenza della cultura delle terre alte. Ascoltare le voci e i suoni della transumanza significa riconoscere nelle montagne, oltre ai sentieri e ai paesaggi, le tracce delle comunità che le hanno abitate e attraversate.