Il futuro delle aree interne passa anche dai sentieri

C.A.I. SEZ. PESARO

 

Un sentiero collega paesi, attraversa paesaggi e conserva la memoria di chi li ha abitati. Tenerlo aperto richiede conoscenza dei luoghi, manutenzione e una presenza costante sul territorio. Nelle aree interne appenniniche, questo lavoro assume un valore che va oltre l’escursionismo e riguarda il futuro stesso delle comunità. È il tema al centro degli atti, ora stampati, del convegno “La rete escursionistica CAI e le aree interne appenniniche”, organizzato dalla Sezione CAI di Pesaro “Lino Liuti” in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione.

L’incontro si è svolto il 13 settembre 2025 a Cantiano, nella Sala Piattella del Chiostro di Sant’Agostino, riunendo rappresentanti del CAI, istituzioni ed esperti attorno a una domanda: quale ruolo può svolgere la rete sentieristica nelle strategie di conoscenza, tutela e sviluppo delle aree interne?

Dagli interventi è emersa una prospettiva condivisa: considerare i sentieri una infrastruttura territoriale, capace di mettere in relazione ambiente, economia locale e comunità. Un patrimonio che richiede di essere censito, mantenuto e inserito nella pianificazione. A richiamare il rapporto tra conoscenza e tutela, nel corso dei lavori sono state ricordate le parole di Teresio Valsesia, tra i padri promotori del Sentiero Italia: “Non si può proteggere ciò che non si conosce e non si può conoscere senza frequentarlo intelligentemente”.

Conoscere la rete per prendersene cura

La dimensione di questo patrimonio è stata illustrata da Marco Barbieri, della SOSEC, attraverso il contributo dedicato al Catasto della Rete Escursionistica Italiana. I dati presentati al convegno, riferiti al 2025, indicavano circa 14.000 itinerari validati, per 75.000 chilometri, ai quali si aggiungevano oltre 15.000 itinerari in fase di verifica, per circa 80.000 chilometri. La consistenza complessiva stimata superava dunque i 29.000 itinerari, per circa 155.000 chilometri.

Distinguere ciò che è già validato da quanto deve ancora essere verificato rende evidente l’importanza di una conoscenza sistematica e aggiornata, sostenuta anche da strumenti digitali e dati aperti. Il Catasto assume così una funzione che interessa gli escursionisti, ma anche le Sezioni CAI, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, gli organismi del Club Alpino Italiano e le istituzioni.

Dalla manutenzione alla pianificazione territoriale

Conoscere i singoli percorsi significa anche comprenderne le connessioni. Marcello Nardoni, intervenuto come vicepresidente del Gruppo Regionale CAI Marche, ha affrontato il tema della pianificazione, sottolineando la necessità di mettere in relazione le diverse scale della rete: internazionale, nazionale, regionale e locale. La sentieristica entra così in una visione più ampia dell’organizzazione e della gestione del territorio.

Sul rapporto tra percorsi escursionistici, manutenzione del territorio e servizi ecosistemici si sono concentrati i contributi di Giampiero Lupatelli, presidente di CAIRE, e di Riccardo Santolini, professore di Ecologia. La cura dei sentieri costituisce una delle espressioni più concrete del presidio della montagna: un’attività alla quale il volontariato CAI contribuisce con competenze, tempo ed energie, conservando un patrimonio che genera benefici ambientali, sociali ed economici.

Le comunità al centro delle politiche per le aree interne

Gli interventi di Sabrina Lucatelli, direttrice di Riabitare l’Italia, e di Franco Sotte, professore di Economia agraria, hanno ricondotto il confronto alla questione più ampia delle politiche per le aree interne e delle condizioni che consentono alle persone di continuare ad abitarle.

Il percorso della Strategia Nazionale per le Aree Interne ha evidenziato il peso dei servizi fondamentali, a partire da scuola, salute e mobilità, insieme alla necessità di coinvolgere le comunità locali nella progettazione delle politiche. La conoscenza dei territori e la costruzione di scelte condivise diventano quindi condizioni essenziali per ogni prospettiva di sviluppo.

In questo quadro, la rete escursionistica può contribuire a riconnettere luoghi e persone, sostenendo forme di frequentazione e di economia della montagna attente alle risorse ambientali e alle comunità che le custodiscono.

Dal cinquantesimo del CAI Pesaro a un progetto per il territorio

Per la Sezione CAI di Pesaro “Lino Liuti”, il convegno ha rappresentato anche un’occasione per riflettere sul proprio percorso. Nel cinquantesimo anniversario della fondazione, la scelta è stata quella di mettere al centro il rapporto tra sentieristica e territorio, interrogandosi su come trasformare un patrimonio di percorsi e competenze in un progetto condiviso.

La stampa degli atti restituisce ora i contenuti di questo confronto. La sfida affidata al CAI e alle istituzioni è integrare la rete escursionistica nelle strategie per il futuro delle aree interne, riconoscendone il contributo alla tutela attiva, alla valorizzazione sostenibile e al presidio delle montagne appenniniche.

Conoscere un sentiero, mantenerlo e collegarlo agli altri percorsi significa prendersi cura del territorio e delle relazioni che lo attraversano. È un impegno che i volontari del CAI traducono nel lavoro quotidiano, contribuendo a trasmettere alle generazioni future un patrimonio da percorrere, comprendere e custodire.