Insegnare la sostenibilità: cinquanta docenti a lezione con il CAI Scu ...

ABRUZZO
Il Gran Sasso © Pixabay

 

Leggere il paesaggio “con gli occhi del pastore” per portare in classe nuove esperienze e strumenti di educazione alla sostenibilità. È il filo conduttore del corso nazionale di formazione CAI Scuola che dal 1° al 4 ottobre ha riunito all’Aquila 50 docenti provenienti da dodici regioni, con attività nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Intitolato “Radici e Orizzonti: in viaggio con gli occhi del pastore”, il corso è promosso da CAI Scuola e organizzato dalla Sezione CAI dell’Aquila, con la collaborazione del CAI Abruzzo, nell’ambito del protocollo tra Club Alpino Italiano e Ministero dell’Istruzione e del Merito. Quattro giornate di lezioni, laboratori ed escursioni per costruire percorsi didattici interdisciplinari a partire dalla conoscenza dei territori.

La cultura pastorale come strumento didattico

Il percorso si inserisce nell’Anno internazionale dei pascoli e dei pastori, proclamato dall’ONU per il 2026. La transumanza, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, offre una chiave di lettura del rapporto tra comunità e montagna: i luoghi e i paesaggi del Gran Sasso diventano così materia di studio e occasioni di confronto sul campo.

L’obiettivo era quello di fornire ai docenti competenze ed esperienze da trasferire nella pratica scolastica quotidiana. Camminare, osservare e incontrare il territorio permette di collegare le conoscenze affrontate in aula ai paesaggi, alle attività e alle tradizioni che ne raccontano la storia e le trasformazioni.

Dall’Aquila ai paesi e ai sentieri del Parco

Il corso si è svolto nell’anno dell’Aquila Capitale italiana della Cultura e ne riprende il principio guida, “un territorio, mille capitali”. Alla conoscenza della città affianca infatti la scoperta delle aree interne abruzzesi e del sistema delle aree protette, attraverso un itinerario formativo che comprende paesi, sentieri e ambienti montani.

Al centro delle attività ci sono stati i saperi locali, le relazioni tra le persone e i luoghi e le prospettive delle terre alte. Un patrimonio da interrogare anche in chiave educativa, per aiutare gli studenti a comprendere cosa significhi abitare e frequentare la montagna con consapevolezza.

Il contributo dell’Università dell’Aquila

La direzione scientifica del corso è stata affidata a Corrado Marsili, architetto e consigliere della Sezione CAI dell’Aquila; la direzione tecnica a Ugo Marinucci, presidente della Sezione.

Ai contenuti scientifici, culturali, naturalistici e storici hanno contribuito i docenti dell’Università degli Studi dell’Aquila Alessandro Marucci, Lina Maria Calandra, Loretta Pace, Annarita Frattaroli e Marco Patacci. Giovanna Patrizio, referente CAI Scuola per la Sezione dell’Aquila, propone esempi pratici di didattica laboratoriale in ambiente montano.