Sui costoni di calcare, lungo le tracce della principessa di Navarra: ...

SARDEGNA

Colori, vento e partecipazione hanno accompagnato la prima escursione del 2026 delle sezioni CAI di Nuoro e Ogliastra, che domenica 22 febbraio hanno camminato insieme sui costoni calcarei affacciati sul mare, lungo un itinerario carico di suggestioni storiche e naturali.

Sessanta soci, provenienti da diverse aree della Sardegna – dal Nuorese alla Barbagia, dalle Baronie al Marghine, fino a Sassari, Cagliari, Sulcis e Ogliastra – hanno dato vita a un gruppo compatto e partecipe, simbolo di una comunità che cresce e si riconosce nel cammino condiviso. Un incontro reso ancora più significativo dall’emozione per la nuova sezione ogliastrina, già protagonista di un’attività intensa e partecipata.

L’escursione, coordinata da Elisa Caredda, Martina Loi, Agnese Filindeu e Massimo Tuveri, ha preso avvio dalla piazza della Principessa, con lo sguardo rivolto al mare calmo e luminoso, presenza costante e silenziosa che custodisce storie antiche e talvolta tragiche. Proprio da qui Martina Loi ha rievocato le vicende della principessa di Navarra, intrecciando racconti di fughe e amori con i luoghi della baia, tra la torre saracena e le rocce rosse di Monte Turri.

Il percorso ha condotto il gruppo in salita tra i profumi di lentisco e corbezzolo, accompagnati dal respiro del mare che si fa sentire fino alle alture di Preda Longa e alle cascate di Baus. Il paesaggio, severo e luminoso, conserva le tracce delle incursioni saracene che un tempo animavano questi approdi prima di spingersi lungo la costa fino a Sarrala.

Sui sentieri segnati dal passaggio di caprai e pastori, tra il bianco del calcare e il verde della macchia mediterranea, il cammino ha toccato Genna Intermontes, Funtana ‘e su Rele, Monte Alacanta e i cuiles – Galiu, Bangoni, S’Iscorrda – testimonianze silenziose della vita pastorale che per secoli ha modellato questi crinali.

Lo sguardo si è aperto su orizzonti vasti, tra il mare che rifletteva il sole e le montagne che chiudevano lo spazio, mentre il percorso proseguiva verso Selene, Praidas, Pranu Oddeu, Monte Arista, Iscoine, Monte Oro e Capo di Monte Santo. Un susseguirsi di luoghi in cui natura, storia e identità si intrecciano, fino a raggiungere la croce di Pittanie, simbolo di devozioni antiche e di speranze mai sopite.

La discesa, impegnativa e vissuta quasi come una via crucis escursionistica, ha riportato il gruppo verso il punto di partenza, dove ad accoglierlo c’era il senso più profondo dell’esperienza CAI: una comunità che si riconosce nei luoghi, nelle storie e nei legami che il cammino continua a rafforzare.