“Il mondo in camera. Mario Fantin il cineasta dell’avventura“

Il film documentario di Mauro Bartoli è dedicato alla figura del bolognese Mario Fantin, cineasta, fotografo e alpinista, che ha deciso di raccontare ogni esperienza con tutti i mezzi che aveva a disposizione, dalla macchina fotografica alla cinepresa, alla scrittura

“Il mondo in camera”, un documentario di Mauro Bartoli

“Il mondo in camera. Mario Fantin il cineasta dell’avventura“, il film documentario per la regia di Mauro Bartoli, è dedicato alla figura del bolognese Mario Fantin. Prodotto da Apapaja e LabFilm, gode del contributo, tra gli altri, di MiBACT e di Regione Emilia – Romagna e Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai.

Uno straordinario narratore della montagna

Mario Fantin è stato un cineasta, fotografo e alpinista, che ha deciso di raccontare ogni esperienza con tutti i mezzi che aveva a disposizione, dalla macchina fotografica alla cinepresa, alla scrittura. Cineasta di numerose spedizioni alpinistiche ed etnografiche extraeuropee nelle Ande, nel Sahara, nell’Africa equatoriale, in Groenlandia, in Giappone, Fantin è stato uno straordinario narratore delle montagne e delle imprese estreme. Ha realizzato oltre 40 film di montagna, migliaia di immagini, una ventina di opere monografiche e un centinaio di pubblicazioni sull’alpinismo internazionale, sull’esplorazione e l’etnografia. Animato dalla necessità di raccogliere e conservare la storia delle spedizioni extraeuropee, Mario Fantin ha fondato il CISDAE, il centro internazionale sulle spedizioni alpinistiche extraeuropee, ad oggi il più grande archivio mondiale, donato al Museo Nazionale della Montagna di Torino.

La passione per la montagna e l’avventura

Attraverso le immagini girate e scattate dallo stesso Fantin recuperate e digitalizzate dai laboratori dell’Immagine Ritrovata di Bologna e di Home Movies-Archivio Nazionale del Film di Famiglia, attraverso le sue pubblicazioni, i suoi diari e lettere inedite, Mauro Bartoli esplora non solo la passione di Fantin per la montagna e l’avventura, ma anche e soprattutto il suo bisogno di documentare e trasmettere la memoria delle imprese a cui partecipava, riportando alla luce una figura complessa che ha rischiato di essere dimenticata e che per la prima volta viene rivelata in un documentario.