Moro e Txicon hanno rinunciato al Manaslu

Si è conclusa con un nulla di fatto la spedizione invernale dell’alpinista bergamasco, al suo quarto tentativo invernale sulla grande montagna himalayana

Simone Moro © Simone Moro

Si è conclusa con la rinuncia alla vetta e con la decisione di rientrare a casa, la spedizione di Simone Moro e Alex Txicon. Com’è noto, il progetto prevedeva l’ascensione invernale del Manaslu (8163 m.), in Nepal, e del Manaslu Pinnacle (7992 m). Dopo le precedenti esperienze del 2015, del 2019 e del 2021, per Moro, si trattava del quarto tentativo al Manaslu. Il gruppo ha dovuto fare i conti con un maltempo pressoché continuo.

L’inverno di quest’anno, ha raccontato Moro, «è stato il più nevoso di qualsiasi altra montagna che ho affrontato nelle mie 23 spedizioni invernali». «Ho provato anche a cambiare modo di attendere le finestre di bel tempo» ha confessato Simone in un lungo comunicato stampa, «e mi sono fatto carico di spostamenti e spese per mantenermi attivo e allenato anziché fermo e bloccato al campo base per settimane. Non è servito neppure questo». L’himalaysta bergamasco ha poi spiegato: «Anche quest’anno non c’è stato nulla da fare, a parte rischiare oltre ogni logica per sperare di andare più in alto dei 6000 metri di campo 1».

«Allora abbiamo chiuso questo nostro tentativo e impacchettato tutta la nostra attrezzatura e iniziato il rientro a casa. Le previsioni meteo erano ancora brutte e il tempo a disposizione ormai vicino al termine. Saper perdere è una cosa che si impara e bisogna saper fare e purtroppo tra ogni mio successo ci sono state anche sonore sconfitte e le critiche annesse». Per gli amanti della storia dell’himalaysmo, ricordiamo che la prima invernale del Manaslu fu portata a termine dai polacchi Maciej Berbeka (1954-2013) e Ryszard Gajewski il 12 gennaio 1984, lungo la via normale.