La mostra dedicata a Mario Fantin sbarca a Sondrio

Dopo la prima in occasione del Trento Film Festival, l’esposizione che il Club alpino italiano dedica al cineasta bolognese fa tappa al CAST, il CAstello delle STorie di montagna di Sondrio, dal 18 giugno al 31 luglio 2022.

La locandina della mostra a Sondrio

Un omaggio al contributo infaticabile e invisibile apportato alla spedizione del Cai al K2 nel 1954, agli ordini di Ardito Desio, che presenta per la prima volta alcuni oggetti originali di Mario Fantin, fra cui la tenda, il proiettore e il cartello del campo base.

La mostra “Senza posa. Italia K2 di Mario Fantin. Racconto di un’impresa” dopo la prima negli spazi di Torre Mirana di Trento, in occasione del Trento Film Festival, è in programma nelle sale del CAST, il CAstello delle STorie di montagna di Sondrio, dal 18 giugno al 31 luglio 2022.

L’allestimento è organizzato in collaborazione con la Sezione Valtellinese del Cai e il Comune di Sondrio. Il percorso si sviluppa sul racconto autobiografico di Mario Fantin ed intreccia fotografie della spedizione, il diario “K2 sogno vissuto” di un narratore che si interroga su come raccontare ciò che sta vivendo e sente la responsabilità del suo lavoro, perché sa che di quella spedizione resterà il racconto che saprà farne.

A partire da questa consapevolezza, la mostra affronta i temi che hanno accompagnato tutta la vita di Mario Fantin: la necessità del racconto, per condividere il proprio vissuto; il valore della memoria, affinché non vadano perdute le esperienze che si vivono. Un modo per valorizzare l’importanza dello sforzo fisico e mentale che Fantin ha compiuto per catturare le immagini “necessarie” al racconto della spedizione, per fermare su pellicola quello che gli alpinisti hanno vissuto, anche nelle condizioni ambientali più difficili.
Per informazioni e prenotazioni: CAST – il CAstello delle STorie di montagna di Sondrio – tel. 333 617 7209 – email: cast@comune.sondrio.it

La mostra del Club alpino italiano è ideata e curata da Mauro Bartoli, regista del film “Il mondo in camera” che negli ultimi anni ha studiato la storia di Mario Fantin, svolto ricerche d’archivio, recuperato materiali inediti e da Claudio Ballestracci, artista e designer esperto nell’allestimento creativo di mostre e musei, con la collaborazione con di Monica Brenga e Pamela Lainati (Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai). L’esposizione è nata per essere itinerante e viaggiare in tutto il paese attraverso le Sezioni Cai. Per ogni informazioni scrivere a cineteca@cai.it.