Nuovo Osservatorio astronomico sul Monte Mufara, un’opera sostenibile?

La nuova struttura, di considerevoli dimensioni, sorgerebbe a poche centinaia di metri dall'Osservatorio già esistente. Cai Sicilia e altre associazioni hanno presentato una diffida per i possibili impatti ambientali in un'area, come quella delle Madonie, sottoposta a vincoli di tutela

Monte Mufara

Il Monte Mufara © Andrea Di Piazza - Wikimedia Commons

Un nuovo Osservatorio astronomico sul Monte Mufara (nel Parco delle Madonie, zona di riserva integrale A e Sito Natura 2000), da realizzare ad appena un centinaio di metri di distanza dalla cupola per l’osservazione planetaria di quello già esistente, il Gal Hassin di Isnello.
Questo prevede il nuovo progetto dell’Esa (Agenzia spaziale europea), in accordo con l’Asi (Agenzia spaziale italiana) e con la Fondazione Gal Hassin di Isnello.

Poca trasparenza e procedure non corrette

Un progetto, i cui dettagli sono stati resi noti solo a inizio 2022, che prevede di occupare una superficie di più di 800 mq, di cui 360 utilizzati per un piazzale, e un volume di quasi 4000 mc. Per la sua realizzazione sarà necessario un movimento terra importante e il trapianto di un considerevole numero di faggi.
Il Cai Sicilia, in accordo con le Commissioni centrale e regionale tutela ambiente montano, ha presentato una diffida insieme a Legambiente Sicilia, Lipu e Wwf.

«Abbiamo ravvisato la mancanza del parere del Comitato regionale per la protezione del patrimonio naturale e sottolineato la procedura poco trasparente, che non ha fatto conoscere il progetto alla cittadinanza e ai portatori di interesse, in modo da partecipare al procedimento con eventuali osservazioni», spiega Mario Vaccarella, Vicepresidente della Cctam del Cai e neopresidente della Sezione di Petralia. «Da un primo esame, salta  subito all’occhio l’enorme volume dell’opera in un’area tutelata per il suo pregio ambientale. Nella diffida, inoltre, abbiamo sottolineato che la Vinca (Valutazione di incidenza ambientale) non ha seguito le nuove linee guida nazionali e regionali, approvate ultimamente dalla Regione Sicilia».

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La cupola attualmente esistente sul Monte Mufara

Valutare alternative meno impattanti

Il Cai non mette in dubbio che l’opera possa essere meritoria e di interesse scientifico, ma, prosegue Vaccarella,

«va valutata nel contesto dove vuole essere collocata a causa delle sue dimensioni. È necessario poi capire se tutte le opere accessorie al “punto di osservazione Flyeye” siano utili sul posto o potrebbero essere spostate più in basso, in zona C del parco, già urbanizzata».

Non solo: da un primo esame è prevista la pavimentazione della strada di accesso alla cima (con l’aggiunta di muretti ai lati), che occuperà parte delle attuali piste da sci, il cui tracciato subirà variazioni.

«Questa parte di progetto, con i suoi possibili impatti, va studiata attentamente, dato che ci troviamo in mezzo a una faggeta, in zona A di riserva integrale».

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Il Monte Mufara con, in cima, la cupola dell’Osservatorio © Mario Vaccarella

Accolte le osservazioni delle associazioni

Al momento il Suap (Sportello unico attività produttive), che gestisce la Conferenza di Servizi della Regione, ha sospeso il parere conclusivo per le motivazioni espresse dalle associazioni di protezione ambientale: mancanza del parere del Comitato regionale per la protezione del patrimonio naturale e mancanza di pubblicità. Il progetto sarà pubblicato tra trenta giorni e raccoglierà eventuali osservazioni.

«Riteniamo al momento di avere svolto, come associazioni che fanno della salvaguardia e della tutela ambientale la loro missione, un’opera meritoria di vigilanza verso una zona ambientale che esige più rispetto e più attenzione vera da parte delle amministrazioni pubbliche, compreso l’Ente Parco delle Madonie», conclude Vaccarella. «Vigileremo sui prossimi passaggi dell’iter progettuale».