Pizzo Badile, Della Bordella e Schüpbach aprono “crossway of friendship”

Dedicata all’amico Matteo Bernasconi, la nuova variante nasce come una combinazione di vie esistenti

La salita della parete © Matteo Della Bordella

3308 m, a cavallo tra Val Masino e Val Bondasca, il Pizzo Badile è noto soprattutto per la sua imponente parete nord est, teatro di grandi imprese alpinistiche. Lo scorso 26 novembre, Matteo della Bordella, presidente dei Ragni di Lecco, e lo svizzero Silvan Schüpbach hanno tracciato una nuova via sulla parete, che hanno poi battezzato Crossway of friendship.

L’amicizia è il filo rosso che caratterizza l’impresa dei due alpinisti. «È davvero impossibile pensare alla Nord Est del Badile in condizioni invernali senza pensare a Matteo Bernasconi “Berna”. Ho perso il conto delle volte che mi ha parlato di quella parete e di quante volte lo avesse incantato e poi illuso, con le sue condizioni che si possono riassumere in una sola parola: effimere» scrive Matteo della Bordella.

Sulla cima del Pizzo Badile © Matteo della Bordella

In nome dell’amicizia

I due scalatori hanno dedicato la via al loro amico, travolto da una valanga lo scorso 13 maggio 2020. Per percorrere la linea, non hanno studiato preventivamente l’itinerario, ma l’hanno individuato salendo la parete. La nuova via è stata valutata M6 e nasce come una combinazione di vie esistenti: la prima parte percorre un lungo traverso aperto da Della Bordella e da Schüpbach. La seconda invece, segue la Linea bianca aperta da Igor Keller e Stanislav Slihan nell’agosto del 1978, una delle grandi classiche della parete, più volte ripetuta nel tempo.

«Stavo passando in tranquillità queste settimane di lockdown e, dopo aver sentito vari amici per combinare qualcosa in montagna» racconta ancora Matteo, «è stato Silvan Schupbach, all’ultimo momento, a far partire questo fulmine a ciel sereno: “La Nord Est del Badile sembra essere in condizioni, proviamo?”».
«Né Silvan né io siamo dei grandi conoscitori del Badile e della zona… – aggiunge ancora Della Bordella – non c’era niente di programmato e non avevamo idea di dove salire e di cosa potessimo aspettarci: abbiamo solo deciso solo di continuare a seguire la curiosità e l’istinto che ci hanno condotto fino a quel punto».