Sviluppo sostenibile e sguardo in avanti, il rapporto sui territori di ASviS

Al documento ha contribuito anche il sottogruppo aree interne e montagna, co-coordinato da Erminio Quartiani, rappresentante Cai all’interno dell’Alleanza per lo sviluppo sostenibile

Balme

Un’immagine di Balme, nelle valli di Lanzo © Gianni Castagneri

Il gruppo di lavoro del goal 11, dedicato alle città e alle comunità sostenibili, ha redatto il rapporto “I territori e gli obiettivi di sviluppo sostenibile”, presentato da ASviS in diretta streaming. Al documento ha contribuito anche il sottogruppo aree interne e montagna, co-coordinato da Erminio Quartiani, rappresentante Cai all’interno dell’Alleanza per lo sviluppo sostenibile.

Dal report emerge che i territori sono accumunati «da una realtà fortemente diseguale», ha commentato la co-presidente dell’ASviS Marcella Mallen, «la pandemia ha aggravato le disuguaglianze. Il Rapporto presentato dall’ASviS è uno strumento prezioso per i territori, oltre infatti a misurare le criticità è in grado di fornire informazioni utili per allocare meglio i fondi a disposizione e per attivare processi partecipativi dei cittadini».

La copertina del report © ASviS

Le aree interne e la montagna

Per quanto riguarda le aree interne e la montagna, un ampio capitolo redatto, con il contributo dello stesso Quartiani, si sofferma su un’analisi degli effetti e dell’operato della strategia nazionale aree interne (SNAI) e sulle strategia nazionale della green community. Quest’ultima focalizzata sulla gestione integrata e certificata del patrimonio agroforestale, delle risorse idriche, della produzione di energia da fonti rinnovabili, dello sviluppo del turismo sostenibile e tanto altro. Infine, un paragrafo è dedicatoalle aree montane e si sofferma sui finanziamenti destinati a quei territori. In particolare, il fondo nazionale per la montagna è stato ridotto a soli dieci milioni di euro all’anno.  Ad esso, si aggiunge quello integrativo per i comuni montani, pari a 5 milioni di euro annui, assegnato a progetti affidati secondo graduatorie, regione per regione. «Si tratta di risorse molto scarse, soprattutto se si tiene conto che finanziamenti per le aree interne riguardano 72 aree pilota e non l’insieme dei territori che ne fanno parte», scrivono gli autori.

 

Per garantire la governance delle aree interne

In particolare, nel prossimo position paper del sottogruppo aree interne saranno delineate anche le possibili soluzioni per garantire una governance migliore delle aree interne, anche alla luce dei fondi stanziati dal Pnrr. «Servirà una attenta selezione dei progetti e il loro monitoraggio nell’utilizzo dei Fondi  (827 milioni per le aree interne, 140 milioni per le green communities), 300 milioni del Piano complementare per le infrastrutture sostenibili delle aree interne, 280 milioni per la nuova SNAI, degli 850 milioni previsti dai decreti sostegni per attività turistiche e imprenditoriali di montagna. Il sistema Paese non può permettersi di vedere le risorse destinate alla Snai spese al di sotto del 19% di quelle impegnate per i 72 progetti pilota», aveva spiegato Quartiani lo scorso 12 ottobre, in occasione del convegno “Le aree interne e la montagna per lo sviluppo sostenibile”, parte del calendario di eventi del Festival per lo sviluppo sostenibile 2021.

Più in generale, il rapporto fornisce una serie di proposte per mettere tutto il Paese su un sentiero di sviluppo sostenibile. Per esempio, si evidenzia la necessità di un Sistema multilivello di Strategie e Agende incardinato sugli strumenti di programmazione degli enti. Occorre inoltre costruire una Strategia territoriale nazionale per il consumo di suolo e i principi fondamentali per il governo del territorio. Infine, va adottata l’Agenda per lo sviluppo sostenibile delle aree interne e della montagna.