Rave Viterbo, ambiente profanato per una settimana

La riflessione del Cai Viterbo, che denuncia le conseguenze ambientali sulla zona del Lago di Mezzano dovute un'aggressione così violenta

Lago di Mezzano

Il Lago di Mezzano © Cai Viterbo

«È presto per dire quali danni al sistema sono stati apportati da questa aggressione così violenta. Un’aggressione acustica e luminosa senza contare i gas di scarico, l’immondizia, i saponi, i liquami, e la pressione umana. Riteniamo che comunque l’impatto sia stato abbastanza rilevante. Non solo per la fauna selvatica ma anche per il sistema agro-silvo-pastorale che si integra con quello naturale».
Queste le parole contenute nella nota del Cai Viterbo, che fanno riferimento all’ormai arcinoto rave che si è svolto per giorni, a cavallo di Ferragosto, a ridosso del lago di Mezzano nella caldera di Latera. Un evento che deve «porci una seria riflessione. E non solo per i rischi legati ad una recrudescenza della pandemia tra le comunità limitrofe e oltre o per la violazione di una proprietà privata».

Il valore naturalistico dell’area del rave

La Sezione viterbese ricorda che la caldera del lago è una ZPS (Zona di Protezione Speciale). «Una zona di protezione posta lungo le rotte di migrazione dell’avifauna, finalizzata al mantenimento e alla sistemazione di idonei habitat per la conservazione e gestione delle popolazioni di uccelli selvatici di interesse comunitario, tra cui anche i migratori (Nibbio bruno, Albanella minore, Lanario, Succiacapre, Tottavilla, Calandra, Averla piccola, Ortolana)».
All’interno di questa area vi si trova un SIC (Sito di Interesse Comunitario), individuato nell’area del lago di Mezzano, che insiste nella stessa caldera. «Lungo i suoi bordi prendono vita alcune tipologie di faggete ed altre formazioni vegetali di alto valore naturalistico, tra cui specie rare e minacciate. Inoltre nell’area del lago vivono il Nibbio bruno ed il Martin pescatore. Sono osservate poi altre numerose specie di uccelli (circa 60), tra cui molte che vivono nelle zone coltivate della caldera. Poi vi sono sia specie anfibie in via di estinzione e varie specie ittiche. La zona inoltre presenta delle emergenze archeologiche risalenti all’età del bronzo».
I vincoli posti, ai fini della conservazione e dello sviluppo di questo complesso sistema ecologico/ambientale («nel quale anche l’agricoltura e l’allevamento del bestiame hanno una loro funzione»), sono dunque molteplici.

«Vanno da quelli orientati per le aree del bosco e del pascolo a quelli integrali, fino a quelli assoluti e relativi al sistema morfologico e biologico costiero».

Vincoli ambientali senza valore per una settimana

Ricordato ciò, la denuncia del Cai Viterbo è netta.

«Ora è successo che tutto questo per il periodo di una settimana non ha più avuto alcun senso e significato, come se le aree in oggetto fossero lì, a disposizione per qualsiasi tipo di utilizzo/abuso/sfregio. Senza poi contare il danno economico per quelle aziende che trovano nell’area una loro collocazione. Sicuramente i giovani che hanno vissuto l’esperienza del Rave si saranno trovati stupiti nel poter osservare un ambiente di tale bellezza come la caldera del lago di Mezzano. Ma è proprio nel momento in cui hanno preso coscienza di tale bellezza che il danno era già stato perpetrato».

Questo evento drammatico, è la conclusione della Sezione,

«deve dunque farci riflettere moltissimo sull’importanza dell’ambiente in cui l’uomo vive e di come questa specie (dominante?) sia in grado a volte di arrecare danni irreparabili allo stesso».