Speleo Kamaraton, la grotta è a Sud

Dal 29 ottobre al primo novembre la comunità speleologica si ritrova a Marina di Camerota, nella provincia di Salerno che ha già ospitato il XXII Congresso Nazionale nel 2015

Lago grotta pertosa auletta

Ramo del Fiume Negro alla Grotta di Pertosa-Auletta © Francesco Maurano

Manca poco a un evento che rappresenta un interessante approdo degli incontri nazionali.
Si va a Sud, in Cilento, a incontrare un territorio davvero speciale e una geografia speleologica assolutamente unica. Sul sito dell’incontro si dice che Enea attraversò questo mare, toccò coste di sirene, avvistò montagne bianche di calcare e di neve, e cupe di grotte. Si dice anche che la ninfa Kamaraton ammaliò il nocchiere Palinuro e lo attirò a sé. Ed è così, si afferma, che le grotte fanno innamorare gli speleologi di tutto il Mediterraneo e li coinvolgono in un’esplorazione senza fine.

Gli archivi del tempo

Intorno a questo mare si muovono e si toccano più speleologie. Un mare di grotte. E di esplorazioni possibili. Perché le grotte sono archivi del tempo. Isolate dal mondo esterno, preservano tutto ciò che vi si stratifica. I fossili che si conservano nelle grotte costiere sono le tessere di un grande mosaico:

«Il loro studio ci aiuta a ricostruire la rete di connessioni tra le diverse sponde del Mediterraneo».

Sempre nella presentazione dell’incontro leggiamo che le grotte sono isole. Luoghi di culto, meditazione e spiritualità. Luoghi che hanno ispirato asceti, monaci e predicatori. Eremi sperduti nel silenzio dei monti e su scogliere selvagge. Antri in cui riecheggia la suggestione umana del religioso e del diabolico, luoghi ove affiorano speranze e paure che risalgono alla notte dei tempi.

Inghiottitoio Cozzetta a Caselle in Pittari

Inghiottitoio Cozzetta a Caselle in Pittari

Ci saranno anche gli speleosub

Le coste del Mediterraneo sono traforate di grotte marine. È un patrimonio immenso, un archivio del tempo tutto da esplorare. La ricerca speleosubacquea ha fatto passi da gigante anche grazie allo sviluppo di nuove tecniche messe a punto dagli stessi esploratori. E Speleo Kamaraton sarà, anche, un importante incontro tra gli speleosub del Mediterraneo.
Abbiamo chiesto a Francesco Maurano, presidente dell’Associazione Tetide che ha promosso e organizzato l’evento, di indicarci i punti di forza di Speleo Kamaraton, di darci le motivazioni per questo viaggio affascinante e, per qualcuno, anche un po’ distante.
Maurano, sorridendo, ha commentato:

«Ci sono tante buone ragioni per raggiungere Marina di Camerota. C’è un ricchissimo programma di presentazioni editoriali, ci sono tante proiezioni video, c’è il focus sull’acqua nei suoi molteplici aspetti, c’è la mostra sulle speleologie del Mediterraneo. Ci sarà il collegamento con Frammartino, il regista dell’applauditissimo film “Il buco”, c’è una piccola ma intensa rassegna di entusiasmante musica della tradizione. Insomma, basta leggere e guardare il programma, per trovare la propria motivazione».

Maurano ha poi aggiunto:

«Oltre al programma è importante ritrovarsi, serenamente e in sicurezza, quasi a segnare un nuovo inizio per la speleologia e non solo».

Grotta di Castelcivita

Grotta di Castelcivita © Francesco Maurano

L’anno del Sud speleologico

Noi aggiungiamo che, proprio grazie a Il buco, è un po’ l’anno del Sud speleologico, che nel Salernitano presenta lo straordinario carsismo degli Alburni e anche due celeberrime grotte turistiche quali Castelcivita e Pertosa-Auletta. A questo proposito Maurano ha sottolineato la presenza delle molte grotte attrezzate in occasione dell’incontro e ha anche ricordato il XXII Congresso Nazionale tenuto nel 2015 proprio a Pertosa e Auletta:

«Anche allora molti si stupirono del valore del nostro territorio e rimasero affascinati dal congresso. Sono certo che tutti quelli che saranno a Marina di Camerota ritroveranno le stesse sensazioni».

Per informazioni: www.speleokamaraton.eu