Tra cinema e letteratura, i vincitori del Trento Film Festival e del Premio ITAS

Il viaggio della 69esima edizione del Trento Film Festival trova la sua conclusione con l'assegnazione delle Genziane d'oro e del premio "Mario Bello". Dalla pellicola alla letteratura, con i vincitori della 47esima edizione del premio ITAS del Libro di Montagna. In particolare, "Ciak, si scala!" ha ricevuto una segnalazione

Un’immagine del film vincitore “Anche stanotte le mucche danzeranno sul tetto” di Aldo Gugolz © Angelo Ferro

Dalla Svizzera al confine tra Iran e Iraq, il viaggio della 69esima edizione del Trento Film Festival trova la sua conclusione con l’assegnazione delle Genziane d’oro miglior film e miglior film di alpinismo, popolazioni e vita di montagna. Dalla pellicola alla letteratura, con i vincitori della 47esima edizione del premio ITAS del Libro di Montagna. I premi sono stati annunciati in una conferenza stampa, a cui hanno partecipato il presidente del Trento Film Festival Mauro Leveghi e il Presidente generale del Cai Vincenzo Torti.

Dalla Svizzera al confine tra Iran e Iraq

La Giuria internazionale del Trento Film Festival ha assegnato al film “Anche stanotte le mucche danzeranno sul tetto” la prestigiosa Genziana d’oro Miglior film – Gran Premio “Città di Trento”. Il film di Aldo Gugolz (Svizzera/2020/82′) è un ritratto di un alpeggio in Ticino e del suo inquieto titolare.

«In quella stessa natura dove qualcuno cerca la resurrezione, altri trovano la morte. Il regista utilizza abilmente la cornice di un fatto di cronaca nera per trasportare lo spettatore con perizia audiovisiva (pregevoli fotografia e suono) nell’ambiente dell’alta montagna e presentargli Fabiano», si legge nella motivazione della Giuria.

Si aggiudica la Genziana d’oro Miglior film di alpinismo, popolazioni e vita di montagna – Premio del Club Alpino Italiano Holy Bread di Rahim Zabihi (Iran/2020/54′), un documentario che segue il massacrante e rischiosissimo lavoro dei portatori clandestini di merci attraverso le montagne tra Iran e Iraq.  «È sempre “Santo” il pane che è frutto della fatica e del sacrificio, ma lo è ancor di piu quello che si guadagna restando radicati alle proprie montagne, poco importa di quale Paese, affrontandone ogni criticita climatica o logistica. E non serve chiedersi quale sia la segreta ragione di un attaccamento che rimane spesso inspiegabile: è scritta nel legame che unisce le montagne a chi le porta scritte nel proprio animo», ha dichiarato il Presidente generale del Cai – Club alpino italiano, Vincenzo Torti.

Per quanto riguarda il premio Mario Bello, ad aggiudicarselo è il film “The Wall of Shadow”  di Eliza Kubarska (Polonia, Germania, Svizzera/2020/94’). Il Premio, istituito dal Centro di cinematografia e Cineteca del Cai, viene assegnato da anni al miglior film che rappresenti l’alpinismo nei suoi molteplici aspetti. «Il film è un sapiente ma implacabile racconto del contrasto e dello squilibrio tra il mondo del progresso, che cerca nell’ascesa sui monti la conferma del suo potere fondato nella competizione e nella attività che cresce su se stessa, e quello del popolo della montagna, i custodi di una terra in cui soffrire e con cui cooperare, la immagine di spiriti che possono consolare, ma spesso ammoniscono e puniscono», si legge nella motivazione della giuria composta da Angelo Schena (Presidente), Monica Brenga, Michele Ambrogi e Carlo Ancona.

Il film iraniano Holy Bread

Tutti i premi

La Genziana d’oro Miglior film di esplorazione o avventura – Premio “Città di Bolzano” è andata a “Here I Am, Again” di Polly Guentcheva (Bulgaria/2021/102′), uno sfaccettato ritratto dell’alpinista d’alta quota e zoologo bulgaro Boyan Petrov, e la cronaca dell’operazione di salvataggio internazionale senza precedenti che scatta in seguito alla sua scomparsa sullo Shisha Pangma, uno degli ultimi Ottomila che mancavano al suo
curriculum.

Genziana d’argento – Miglior contributo tecnico – artistico a “Die letzten Österreicher di Lukas Pitscheider (Austria, Ucraina/2020/85′), un documentario che si immerge tra gli ultimi membri di una comunita è di origine austriaca e lingua tedesca tra i monti dell’Ucraina. Genziana d’argento – Miglior cortometraggio a One Day di Jin Jiang (Cina/2020/24′), che segue da dietro un anziano cinese in un cammino che si dipana dal mattino alla sera, attraverso le quattro stagioni.

Infine, Il Premio della Giuria è stato assegnato a “Chaddr – A River Between Us” di Minsu Park (Germania/2020/88′), un film che racconta l’ultimo viaggio a piedi di una bambina verso la sua scuola, attraverso le spettacolari montagne del Kashmir, lungo un fiume ghiacciato che presto non sarà più percorribile. La Giuria ha inoltre assegnato la Menzione speciale a “Icemeltland Park” di Liliana Colombo (Italia, Regno Unito/2020/40′), uno sguardo caustico e originale sul riscaldamento globale, che ironizza sulla nostra inconsapevolezza, e “The Magic Mountain” di Eitan Efrat e Daniel Mann (Belgio/2020/67′), la ricognizione di tre luoghi in Europa dove grotte, tunnel e cave hanno aperto vie di comunicazione fisiche e simboliche con le forze della montagna e del sottosuolo.

Un'immagine del film "Here i am, again"

Un’immagine del film “Here i am, again” © Trento Film Festival

I vincitori del Premio ITAS

Con “Mia sconosciuta”, edito da Ponte alle Grazie, Marco Albino Ferrari è il vincitore del Premio ITAS del Libro di Montagna. «Marco Albino Ferrari racconta una storia all’insegna di una struggente tenerezza, che dà conto dell’apprendistato di un cucciolo d’uomo destinato a farsi adulto grazie alla lezione di libertà della madre, e a dispetto delle prospettive ben più chiuse di altri adulti», commenta il presidente di giuria Enrico Brizzi.  Per quanto riguarda invece, la sezione “Guide e mappe”, si è aggiudicato il riconoscimento il libro “Ussita, monti Sibillini” di Ediciclo Editore e per la sezione libri per ragazzi, “Memorie della foresta” di Damir Karakaš. Senza dimenticare “Winter 8000” di Bernadette McDonald che ha vinto la sezione “Alpinismo e sport di montagna” e “Autobiografia della neve” di Daniele Zovi che ha vinto la sezione “Ricerca e ambiente”. Edito dal Cai, “Ciak, si scala!, storia del film di alpinismo e arrampicata”, del giornalista e storico dell’alpinismo Roberto Mantovani ha ricevuto una segnalazione, che verrà ricordata anche durante il gala di premiazione previsto questa sera alle 20,30.

Un’immagine della conferenza stampa, con il presidente generale del Cai Vincenzo Torti (a destra) © Trento Film Festival