Candidatura a World Heritage Unesco delle aree carsiche nelle evaporiti dell’Emilia-Romagna, il Cai incontra la Commissaria

La Commissaria Unesco Gordana Beltran sta visitando i cinque siti dove si trovano le grotte nelle rocce evaporitiche. Il presidente del Cai regionale Bizzarri: «questo patrimonio carsico va frequentato attraverso fasi di studio, conoscenza e specifico accompagnamento»

Il Monte della Riva

Il Monte della Riva © Cai Emilia-Romagna

La Commissaria Unesco Gordana Beltran ha iniziato lunedì scorso i sopralluoghi nelle principali aree carsiche nelle evaporiti dell’Emilia Romagna, candidate dalla Regione a diventare “World Heritage”. Un lungo percorso, sostenuto dal Ministro dell’Ambiente, che ha visto anche il Cai Emilia-Romagna, in particolare le Sezioni di Bologna, Imola, Lugo, Faenza, Rimini, Reggio Emilia e Castelnovo ne’ Monti, in prima fila nel supporto della candidatura.

L’incontro di Brisighella

La Commissaria è partita dalle formazioni dell’Alta Val Secchia, proseguendo la visita nella Bassa collina Reggiana. Ieri ha visto la Vena del Gesso Romagnola e, a Brisighella, ha incontrato i portatori d’interesse. Tra essi la delegazione Cai con il presidente regionale Massimo Bizzarri, la presidente del Comitato scientifico regionale Maria Teresa Castaldi e i presidenti delle Sezioni Cai di Imola, Lugo e Faenza. Sabato visiterà i siti riminesi di San Leo e Onferno, per poi concludere domenica 27 novembre ai Gessi Bolognesi.

Il Monte Mauro

Il Monte Mauro

Un progetto nato nel 2015

Il progetto di candidatura, come spiega la nota del Comitato scientifico del Cai Emilia-Romagna, è nato nel 2015, quando in un documento l’Unesco puntualizzò che tra i fenomeni carsici riconosciuti come World Heritage, quelli nei gessi erano del tutto assenti. Pertanto si invitavano le nazioni con tali fenomeni a farsi parte attiva per una loro proposta. Molte di esse, che potevano avere titolo per proporre aree carsiche gessose in concorrenza con quelle dell’Emilia-Romagna (Ucraina, Iran, Spagna), per vari motivi, non erano nelle condizioni di elaborare un progetto valido. Così la Federazione speleologica regionale dell’Emilia-Romagna, che raccoglie vari gruppi speleo del Cai, ha iniziato una ricerca e studio per proporre i fenomeni carsici nelle evaporiti regionali a World Heritage.

«Seguo questo progetto praticamente dagli albori, insieme agli operatori del Comitato scientifico e ai soci della mia Sezione di Imola», afferma Maria Teresa Castaldi. «I miei studi e ricerche si sono incentrati sulle cave di Lapis Specularis, il gesso secondario usato dagli antichi romani come alternativa economica al vetro che estraevano qui in queste cave. Da lì il passo a visitare il mondo ipogeo è stato breve ed è un unicum incredibile. Un vero tesoro della natura da conoscere e tutelare. Nel 2021 il Cai centrale, con l’allora Presidente generale Vincenzo Torti, ne ha sostenuto ufficialmente la candidatura e anche l’attuale Presidente generale Antonio Montani, incontrato qualche giorno fa, mi ha rinnovato grande interesse e appoggio. Se dovesse andare a buon fine sarebbe motivo di grande interesse e orgoglio per il Cai nazionale e regionale, in quanto è l’unica candidatura italiana Unesco 2023, per giunta di tipo ambientale».

Bizzarri Unesco Brisighella

Il presidente del Cai Emilia-Romagna Massimo Bizzarri a Brisighella

Le parole del presidente regionale Massimo Bizzarri

A Brisighella il Presidente del Cai Emilia-Romagna Massimo Bizzarri, nel suo discorso rivolto alla Commissaria Beltran, ha dichiarato:

«Questo patrimonio carsico è un tesoro naturale che è distribuito in tutta la regione, lungo l’asse viario principale dell’antica strada romana Via Emilia, da Rimini fino a Reggio Emilia. Per noi del Cai, il Word Heritage naturalistico non va visto in un’ottica di semplice catalogazione, per quanto prestigiosa, bensì con presupposti e prospettive che collimano integralmente con finalità e valori che ci appartengono sin dalla nostra fondazione. Continueremo a sensibilizzare i nostri soci e poi, attraverso le nostre competenti strutture, le scuole, le istituzioni e la cittadinanza facendo passare il concetto che la frequentazione di questi siti, sempre che sia possibile accedervi, potrà essere effettuata solo attraverso fasi di studio, conoscenza e specifico accompagnamento, esattamente il contrario di un approccio a scopo puramente turistico».

Il discorso integrale è disponibile qui.

I fenomeni carsici nelle evaporiti dell’Emilia Romagna

Nelle aree carsiche la roccia è solubile e si scioglie al passaggio dell’acqua che attraverso le fessure scorre sotterranea e genera grotte. In Italia e nel resto del mondo gran parte delle grotte si apre in rocce calcaree (es. Frasassi, Alpi Apuane, Carso triestino).
Più rare sono le grotte nelle rocce evaporitiche (gessi e anidriti) invece ben presenti in Emilia-Romagna in cinque siti che ricadono per la quasi totalità in Parchi Nazionali e Regionali.

Evaporiti triassiche (gessi, anidriti e dolomie) età circa 220 milioni di anni.
– Alta val Secchia (RE) di competenza Cai Castelnovo ne Monti Bismantova.

Evaporiti messiniane (gessi) età circa 5,6 – 6 milioni di anni.
– Gessi del basso Appennino reggiano (Cai Reggio Emilia).
– Gessi dell’Appennino bolognese (Cai Bologna).
– Vena del Gesso romagnola (Cai Imola, Cai Faenza, Cai Lugo).
– Gessi della Romagna orientale (Cai Rimini).