“A ruota libera”, 300 partecipanti al primo raduno nazionale di escursionismo adattato del Club alpino italiano

Il lungo serpentone colorato, utilizzando joëlette, handbike mtb e tandem mtb, ha percorso tre itinerari differenziati sul crinale del Monte Caio, in Val Parma

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Il serepntone sul crinale del Monte Caio © Cai

Una giornata trascorsa sui sentieri della Val Parma, all’insegna della montagna inclusiva, della socialità e dell’attenzione nei confronti delle persone con disabilità. È stato questo il significato dell’evento “A Ruota libera“, la prima edizione del raduno nazionale di escursionismo adattato del Club alpino italiano. A Schia (PR) hanno partecipato in oltre 300, tra persone con disabilità motoria, non vedenti, accompagnatori e familiari, provenienti da tutta Italia.

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Ultimi tratti prima dell’arrivo a Schia

Sul Monte Caio con joëlette, handbike mtb e tandem mtb

Il lungo serpentone colorato ha percorso tre itinerari ad anello sul crinale del Monte Caio, differenziati per la percorrenza delle joëlette (la speciale carrozzella monoruota da trekking per persone con disabilità motoria), delle handbike mtb e dei tandem mtb. Le persone accompagnate erano sia Soci del Cai coinvolti nelle attività di montagnaterapia delle Sezioni, sia persone con disabilità legate a cooperative sociali e associazioni della provincia di Parma.

«Oggi è stata una giornata che ha riempito il cuore, il coronamento di oltre vent’anni di attività rivolte alle persone più fragili organizzate dalle nostre Sezioni», ha affermato il Presidente generale del Cai Vincenzo Torti, presente al raduno. «Il Club alpino italiano non si è aperto all’inclusione e all’attenzione nei confronti di tutti per caso, ma lo ha fatto in modo convinto, grazie all’impegno dei propri volontari, per avvicinare alla montagna coloro che altrimenti alla montagna non arriverebbero. Questo tipo di attività si sta diffondendo sempre più al nostro interno, è uno dei nostri volti migliori».

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Due degli equipaggi protagonisti della giornata © Cai

Nuove possibilità e scambio di esperienze

A Schia è poi avvenuto un primo contatto tra gli handbikers mtb e gli Accompagnatori di cicloescursionismo del Cai. Un contatto che nei prossimi tempi potrebbe allargare, come sottolineato dal Presidente della Commissione centrale escursionismo Marco Lavezzo, il ventaglio di possibilità che il Club alpino italiano è in grado di offrire alle persone con disabilità.

“A ruota libera” ha rappresentato anche un momento per lo scambio di esperienze e buone pratiche tra le Sezioni partecipanti. Ognuna di esse ha portato materiale informativo sui sentieri accessibili della propria zona di provenienza. Il Cai, infatti, oltre a consentire a tutti di poter godere dei benefici che la frequentazione della montagna è in grado di dare, intende valorizzare i siti di montagna per una forma di turismo inclusiva.

Oltre a Vincenzo Torti e Marco Lavezzo erano presenti la coordinatrice del Gruppo di lavoro Montagnaterapia del Cai Ornella Giordana, il Presidente del Cai Emilia-Romagna Massimo Bizzarri e il presidente del Cai Parma Roberto Zanzucchi.

“A ruota libera” è stato organizzato dalla Sezione Cai di Parma con la collaborazione delle Sezioni di Rieti, Rimini, La Spezia e della Società Alpinisti Tridentini. L’evento gode del contributo di Cai centrale, Fondazione CariParma, Cai Emilia-Romagna e Cai Piemonte.

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