Addio a Giorgio Aliprandi, il signore delle antiche mappe delle Alpi

Scomparso il 13 ottobre scorso, aveva 88 anni. Lui e la moglie Laura sono stati tra i maggiori collezionisti in Europa di carte geografiche dell'arco alpino

Aliprandi

I coinugi Aliprandi © Premio Marcello Meroni

di Leonardo Bizzaro

Se n’è andato il 13 ottobre scorso Giorgio Aliprandi, aveva 88 anni. Si è spento con un libro in mano. Quella per la carta è stata la sua passione della vita. Milanese, medico otorino, con la moglie Laura – sessantadue anni insieme – ci ha insegnato che le mappe non servono solo per indicarci la strada.

La passione per le carte geografiche delle Alpi

Giorgio e Laura Aliprandi sono stati forse i maggiori collezionisti in Europa di carte geografiche delle Alpi, di sicuro i più attenti divulgatori dei segreti che si nascondono tra latitudini e longitudini. Assieme hanno firmato alcuni dei repertori fondamentali per chi si interessa di rappresentazione delle montagne. Il primo volume, realizzato con Massimo Pomella, fu Le Grandi Alpi nella cartografia dei secoli passati 1482-1865 (Priuli&Verlucca), il più recente nel 2016, Cervino sconosciuto (Fondazione Enrico Monti).

I confini del Monte Bianco

Uno dei grandi interessi del dottor Aliprandi è stato senz’altro quello dei confini del Monte Bianco, tema sul quale ha molto studiato, pubblicando nel 2000, in occasione di una mostra al Musée Alpin di Chamonix, La découverte du Mont-Blanc par les cartographes 1515-1925 (Priuli&Verlucca): la sua conclusione fu che il confine dovesse passare inequivocabilmente dai 4810 metri della vetta e quindi che il Bianco non fosse francese. Affermazione supportata dalla carta manoscritta del 1860, conservata all’Archivio di Stato di Torino. Scrisse allora il geografo e scrittore francese Paul Guichonnet:

«Laura et Giorgio Aliprandi ont (…) écrit, de manière definitive, l’histoire de la cartographie franco-italienne du Mont-Blanc, par ou passe, sans equivoque, la limite entre les deux pays». (Gli Aliprandi hanno scritto in maniera definitiva la storia della cartografia franco-italiano del Monte Bianco, da dove passa, senza equivoci, il confine tra i due Paesi).

Guichonnet dice il vero, gli scritti di Giorgio e Laura sono stati “definitivi”.