“Contrari alle gare di enduro nell’Appennino”

Le Commissioni Tutela ambiente montano LPV e Lombardia del Cai, insieme alle Sezioni locali Novi Ligure, Pavia, Tortona e Voghera esprimono la loro contrarietà allo svolgimento di ISDE 2021, gara che si svolgerà tra la val Staffora (in Lombardia) e la Val Curone/Grue (in Piemonte)

Enduristi nella Riserva Regionale Biogenetica e SIC di Monte Alpe

La Commissione interregionale Tutela ambiente montano LPV (Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta) del Cai, l’omologa Commissione regionale lombarda e le Sezioni locali Novi Ligure, Pavia, Tortona e Voghera hanno espresso la loro contrarietà allo svolgimento di ISDE 2021, gara internazionale di enduro tra la val Staffora (in Lombardia) e la Val Curone/Grue (in Piemonte).

In direzione contraria, rispetto al territorio

Rinviata lo scorso anno a causa della pandemia, la gara viene riproposta quest’anno dal 30 agosto al 4 settembre. Organizzata dal Moto Club Alfieri di Asti e Federazione Motociclistica Italiana (FMI), «all’insaputa del territorio e delle istituzioni che ne hanno avuto conoscenza ad assegnazione ormai avvenuta, ed avranno ora il gravoso compito di stabilire se e entro quali limiti il territorio possa ospitare l’evento. Si dovranno valutare gli aspetti sanitari (Sars Cov-19), di sicurezza, di ordine pubblico legati agli eventuali spettatori su un territorio fragile, con una viabilità ridotta, senza spazi adeguati, anche di ricettività», fanno sapere gli autori del comunicato. Gli enti interessati sono la Regione Lombardia e il Piemonte, le Province di Alessandria e Pavia, la Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese ed i comuni del versante piemontese attraversati dalla gara.

Nei primi cinque giorni di gare, con un percorso medio di 200 km, tra spostamenti, prove speciali, sia su strade ordinarie, che VASP e sentieri, si calcola che verranno percorsi più di 600.000 km. Vi sarà di conseguenza un grave danno all’ambiente, sia per l’inquinamento atmosferico, che da rumore, arrecando grave disturbo alla fauna ed avifauna, con effetti negativi immediati sul fondo della viabilità agrosilvopastorale e sui sentieri.

Mantenere gli impegni

«Ma l’aspetto ulteriormente negativo sarà un’immagine del territorio distorta, che alimenterà e incrementerà la presenza di mezzi a motore tutto l’anno. Già oggi presenza fuori legge, insostenibile, tollerata e mai contrastata adeguatamente. Il territorio è ostaggio di una pratica ormai obsoleta, in aperto contrasto con una visione dell’ambiente attenta alla biodiversità, ad un turismo lento che faticosamente, e con risorse ingenti, gli amministratori hanno in questi ultimi anni cercato di promuovere» , continuano.

Il territorio dell’Oltrepò montano è tra le aree prescelte a livello nazionale per il progetto SNAI (Strategia Nazionale Aree Interne), con ingenti finanziamenti, uno stanziamento di oltre 1 milione e 200mila euro per l’intervento “Riscoprendo l’Appennino Lombardo – Vie storiche e Greenway dell’Alto Oltrepò”. «Agli amministratori chiediamo di mantenere gli impegni assunti, di essere coerenti rispetto a quanto hanno programmato e realizzato: non si può e non si devono accettare proposte che vanno nella direzione opposta», concludono.